Una giornata dedicata al linguaggio del corpo e dell'anima | Roma.Com

Una giornata dedicata al linguaggio del corpo e dell’anima

Alzi la mano chi non ha mai ballato almeno una volta nella vita. Da sempre la danza occupa un ruolo importante nella vita dell’uomo e proprio per questo motivo le è stata dedicata una giornata mondiale, il 29 aprile.

Il fantastico linguaggio del corpo

Sin dai tempi antichi la danza ha sempre occupato un ruolo importante nella vita di ogni uomo ed è diventata così la disciplina più amata da tutti. Oggi è infatti impossibile non apprezzare la danza o non averla praticata almeno una volta nella vita per divertimento.

È talmente importante che in suo onore le è stata dedicata una giornata mondiale, ovvero il 29 aprile. La data corrisponde al giorno della nascita di Jean-Georges Noverre, un importantissimo coreografo francese che ha introdotto per la prima volta il balletto moderno.

Si tratta quindi di una giornata che esalta la danza in tutte le sue forme e che cerca avvicinare sempre più persone a questo fantastico linguaggio del corpo, che nei modi più svariati viene praticato sin dai tempi più antichi della storia.

Degli ottimi imitatori ma non dei coreografi

Anche nell’antica Roma la danza svolgeva un ruolo importante. Accompagnava i momenti più importanti della vita di ogni uomo, in modo particolare le cerimonie religiose, il periodo della semina dei campi, i funerali e perfino le guerre.

In apertura delle stagioni delle guerre vi erano per esempio dei sacerdoti romani che ballavano per le strade di Roma. Si chiamavano Saliii e danzavano per risvegliare lo spirito guerriero della città.

A Roma quindi la danza era una cosa particolarmente apprezzata ma si ispirava ai balli dei greci e degli etruschi. I romani infatti non erano degli ottimi coreografi ma degli imitatori, che cercavano di rendere propri i balletti di altre civiltà.

Inizialmente poi non c’erano dei ballerini singoli ma si ballava in gruppo. Solo nel 200 A.C. la danza inizia infatti ad essere una moda. In tanti iniziano a praticare questo incredibile linguaggio del corpo sebbene non tutti sono stati in grado di apprezzarlo subito.

Pare infatti che i più conservatori non approvassero la danza e che abbiano fatto chiudere tutte le scuole. Secondo il loro parere la danza indeboliva lo spirito dell’uomo e di conseguenza andava abolita.

Fortunatamente però, nonostante tutto la danza ha continuato a esistere nei secoli.

Un momento di spensieratezza

Tutti quindi sin dai tempi più remoti hanno apprezzato la danza. Nelle campagne era addirittura un fenomeno di massa.

Si ballava soprattutto durante le feste religiose, in modo particolare durante i Saturnalia e i Baccanali. Erano dei momenti di libertà durante i quali i contadini potevano per un attimo lasciarsi andare. Praticavano quindi dei balli sfrenati, nati per dimenticare le difficoltà delle loro vite e dedicarsi alla spensieratezza.

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