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È stata la culla di Flavio Vespasiano e un luogo nel quale è stata scritta la storia sia di Roma che dell’Italia. Siete mai stati a Cittareale?
È un luogo storico e anche soltanto per questo motivo meriterebbe una visita al suo interno. Secoli fa infatti è stato la culla di Flavio Vespasiano, ovvero uno dei più grandi imperatori della storia di Roma, nonché colui che ha fatto costruire il Colosseo, o meglio l’anfiteatro Flavio.
È in questo posto ricco di storia che oggi sorge Cittareale, un piccolo borgo di soli 480 abitanti che oggi appartiene alla provincia di Rieti.
In epoca antica era invece un insediamento romano, che ha iniziato ad avere un aspetto molto simile a quello attuale solamente nel 1300, ovvero nel momento in cui Roberto D’Angiò vi ha fatto costruire un’enorme fortezza.
Oggi chiunque può entrare in questa fortezza e osservarne il suo antico fascino. È probabilmente uno degli edifici più belli di tutta Cittareale e uno dei punti di riferimento più importanti di tutto il borgo. Una costruzione che è stata eretta dagli aragonesi per evidenziare il loro dominio sul borgo, dato che nei secoli ha subito l’occupazione da parte di diverse popolazioni, come gli angioini, i longobardi, i franchi e i saraceni.
Anche il Museo Archeologico però merita sicuramente una visita. Esattamente come lo è la fortezza, anche il museo è un luogo ricco di storia, che conserva degli antichi reperti storici, che hanno un’età secolare.
Altrettanto interessante può essere una visita al Santuario di Capodacqua. Contiene una statua che è stata raccolta in una fonte e che rappresenta la Madonna con il bambino. Oggi è considerata un oggetto miracoloso perché pare che al momento del suo trovamento abbia fatto terminare un duro periodo di siccità con un bel temporale.
Cittareale però non è solo un luogo storico, ma è anche un posto in cui potersi godere un buon pasto e gustare la buona cucina tradizionale, quella ricca di sostanza e di sapori.
Da non perdere ci sono i ravioli all’ortica, le braciole al castrato e la panonta, un tipo di pane che viene unto nell’olio con cui è stata sfritta la pancetta di maiale. È una vera goduria.
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