Vicino Roma, Monte San Biagio, terra di confine tra lo Stato Pontificio e il Sud Italia | Roma.Com

Vicino Roma, Monte San Biagio, terra di confine tra lo Stato Pontificio e il Sud Italia

Monte San Biagio si erge su un crinale che si affaccia sul lago di Fondi, ha una storia millenaria ed è stato luogo di confine fino all’Unità d’Italia, scopriamo la sua chiesa principale e i monumenti da visitare

Monte San Biagio, le prime attestazioni e il cambio di nome

Monte San Biagio è un borgo collocato su un crinale del Monte Calvo, proteso verso la piana e il lago di Fondi, in provincia di Latina. Il primo documento che attesta la sua esistenza è risalente al 1099 per la vendita di un appezzamento di terreno. Si fa riferimento al castellum Monticelli, dato in gestione a varie famiglie fino alla prima parte del ‘700 per poi essere inglobata alla diocesi di Fondi e di Gaeta. Cambia il proprio nome dopo l’Unità d’Italia per non essere confuso con altri comuni che avevano lo stesso nome e venne scelto San Biagio, in onore del santo patrono locale.

Monte San Biagio, la torre e il castello

Posizionato al confine tra il Regno delle due Sicilie e lo Stato Pontificio, fu soggetto a fenomeni di brigantaggio negli anni che precedettero l’annessione di Roma all’Italia. Fu realizzato un epitaffio, costruzione in pietra di stile classico con un saluto del vicerè di Napoli Perafan dedicato ai viaggiatori che entravano nel suo territorio, con poco distante la torre e il mausoleo attribuito all’imperatore Servio Galba. Il castello, invece, fu costruito sui resti di un tempio romano, con una pianta trapezoidale e due torri posizionate a nord.

Monte San Biagio e la Chiesa di San Giovanni Battista

Il principale edificio religioso di Monte San Biagio è la Chiesa di San Giovanni Battista, eretta dai Longobardi e poi ampliata nel 1748. Presenta una navata con arco a tutto sesto e otto cappelle, quattro per lato, ornate da statue e quadri. Colpiscono il visitatore la presenza di un battistero di età romana, forse di origine patrizia, che poggia su una colonna fissata nel pavimento alla rovescia, l’altare maggiore al centro con dietro il coro ligneo e il polittico Sposalizio di Santa Caterina, risalente al 1500 e realizzato da Cristoforo Sacco.

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