Vicino Roma, Montebuono, sede dell'antica villa di Agrippa | Roma.Com

Vicino Roma, Montebuono, sede dell’antica villa di Agrippa

Montebuono è un borgo di origine romano della provincia di Rieti dove sorgeva una villa rustica appartenente ad Agrippa, genero di Augusto, la sua storia e la struttura della chiesa di San Pietro

Montebuono, cenni storici del borgo rietino al confine con l’Umbria

Montebuono è un borgo collinare della provincia di Rieti, alla pendici del Monte San Benedetto, al confine tra il Lazio e l’Umbria. Il centro storico ha origini romane, nasce come fortificazione o accampamento militare con una pianta rettangolare e posto su un ripiano roccioso. Le radici affondano nella Roma imperiale come testimoniano i resti della villa di Marco Agrippa, console e genero di Augusto, vissuto nel I secolo a.C., mentre intorno al paese si trovano tutt’ora le torri, alcune di esse trasformate in residenze. La storia recente di Montebuono ci porta durante la Seconda Guerra Mondiale con una strage che avvenne il 13 aprile 1944 con la fucilazione di otto ex militari americani presso l’eremo di San Benedetto.

La struttura architettonica della chiesa di San Pietro

La chiesa di San Pietro sorge poco al di fuori dell’abitato su un’altura che domina la valle del Tevere e risale  alla seconda metà del XIII secolo. La facciata è a capanna mentre l’interno è a due navate, con due delle tre campate coperte da volte a crociere. Accanto si trova il campanile a pianta quadrata con due ordini di bifore, divise da piastrini, e probabilmente è attribuito a maestranze lombarde. L’edificio conserva i lineamenti dell’originaria struttura romanica, messa in evidenza dai recenti lavori di restauro e con alcuni ambienti riemersi al di sotto della pavimentazione attuale che appartenevano alla villa rustica di Agrippa.

Le iscrizioni e gli ambienti rinvenuti nella pavimentazione della chiesa

Con la costruzione della chiesa, in cui sono stati utilizzati molti materiali d’età romana, i muri della villa furono rasati soltanto in parte e sono quindi riemerse pavimentazioni, parti di pareti affrescate, una cisterna perfettamente intonacata, restituendo uno spaccato di grande interesse di alcuni ambienti pertinenti alla parte padronale della villa, la cui estensione era molto ampia e con le iscrizioni rinvenute in loco che ci danno la conferma che qua aveva soggiornato il console.

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