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Priverno è una cittadina della provincia di Latina, in passato è stata una ricca colonia romana per poi divenire oggi città d’arte e insignita della medaglia d’argento al valore civile per il coraggio dei suoi cittadini durante l’occupazione nazista
In provincia di Latina, al centro della valle dell’Amaseno sorge la cittadina di Priverno, le cui origini sono molto antiche e risalenti al periodo protostorico laziale. Restano alcuni ruderi di un insediamento datato almeno quattro secoli prima della fondazione di Roma anche se le prime notizie storiche certe sono opera di Tito Livio che parla di Priverno come un potente centro dei volsci che fu sottomesso a Roma che lo distrusse e lo ricostruì ex novo nel 329 a.C, divenendo una colonia militare fortificata, le cui mura sono tutt’ora visibili, insieme all’acquedotto, ed ebbe un rapido sviluppo con un’importanza strategica legata al commercio sulla via Appia. Intorno al 15 d.C. veniva costruito il teatro romano. Gran parte dei reperti rinvenuti di questo periodo si trovano nei Musei Vaticani.
La vita di Privernum fu interrotta nel IX secolo, si ritiene a causa delle invasioni barbariche, ma alcune testimonianze lasciano supporre che la città venne distrutta nel IX secolo per opera dei Saraceni. Priverno è storicamente appartenuta allo Stato Pontificio fino alla presa di Roma. Fu occupata dalle truppe tedesche durante il secondo conflitto mondiale, il paese fu oggetto di rastrellamenti e di devastanti bombardamenti che provocarono la morte di molti cittadini e la quasi distruzione dell’abitato, motivo per cui è stata insignita della medaglia d’argento al valore civile.
Nel territorio è presente la celebre abbazia di Fossanova, secondo alcuni studiosi primo esempio in Italia di stile gotico cistercense, che accoglie la tomba di san Tommaso d’Aquino, morto nell’abbazia nel 1274 e la cui salma si trova adesso a Tolosa, in Francia. Si possono ancora oggi visitare le stanze che ospitarono il santo patrono. Nel paese invece merita una visita la chiesa di San Benedetto, che ospita affreschi datati XIII secolo e quella di San Giovanni Evangelista, con all’interno il ciclo di Santa Caterina d’Alessandria.
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