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È una notizia che tutti stavamo aspettando da tempo e che ora diventa realtà. Finalmente dopo oltre vent’anni di chiusura riapre il Museo Navale di Fiumicino, la prima struttura costruita in Italia dedicata alle navi antiche.

Il Museo Navale di Fiumicino è una struttura che nasce ai tempi della costruzione dell’aeroporto della città. Durante gli scavi che hanno permesso la realizzazione dell’aeroscalo sono stati ritrovati dei reperti davvero interessanti. Questi appartengono al “Portus Augusti” di Claudio, un molo che l’Imperatore aveva fatto costruire a nord del fiume Tevere per collegare la città di Ostia con la Capitale.
La scoperta più interessante è stata però il ritrovamento di 5 navi che erano sepolte sotto la sabbia e che sono state ripescate vicino al molo. Queste sono delle imbarcazioni che sono state utilizzate oltre 1600 anni fa per compiere degli scambi commerciali tra Roma ed Ostia. Sono infatti delle “navis caudicarie“, ovvero delle chiatte che trasportavano le merci. Insieme a queste sono state rinvenute anche delle “navis vivara” delle barchette costruite per pescare e per conservare il pesce in delle piccole vasche durante il trasporto. Tra i ritrovamenti c’è stato anche un piccolo veliero che probabilmente si occupava dello scambio di merci.
Tutti queste scoperte sono state poi trasferite all’interno di un hangar, che era nato con lo scopo di restaurarle e custodirle, ma che successivamente è diventato un importante museo che viene aperto al pubblico nel 1979 e che ora dopo oltre vent’anni dalla sua chiusura torna a riaprire le sue porte.

Il Museo Navale è quindi una struttura che nasce in un momento puramente casuale. È stato realizzato dall’ingegnere Otello Testaguzza che ha progettato un hangar nel quale trasportare e studiare i relitti ritrovati. I resti delle navi sebbene fossero in buone condizioni, erano piuttosto fragili. Per evitare quindi di farli diventare un cumulo di macerie, era necessario custodirli in un luogo adeguato.
Si pensò quindi all’hangar che venne subito progettato dall’ingegnere. Successivamente le barche furono portare al suo interno ma non fu facile per niente facile muoverle. Ai tempi non si avevano ancora abbastanza conoscenze sul mondo del restauro del legno bagnato per cui il lavoro di trasporto fu fatto in un modo piuttosto goffo. Tutto il procedimento oggi è riportato all’interno di un libro “Portus” scritto da Testaguzza che ha descritto in modo preciso ogni fase del progetto.
L’hangar quindi viene costruito e poi aperto al pubblico nel 1979. Era un luogo che soprattutto attirava l’attenzione di studiosi e archeologi che usavano la struttura come uno studio per scoprire al meglio le origini dei relitti. È stato poi il primo Museo Navale ad essere costruito in Italia, dato che il secondo museo sulle navi antiche è stato costruito a Pisa negli anni ’90. Per tutti era quindi una grande sorpresa che meritava assolutamente di essere vista.
Il museo però venne chiuso nel 2002. Era una struttura troppo semplice, che non era coerente con le leggi italiane che negli anni si erano evolute. Per questo motivo il museo è stato costretto a chiudere i suoi battenti per diverso tempo.

In questi lunghi 20 anni si è cercato ogni modo per poter far riaprire il museo ma le risorse sono state sempre insufficienti. Un importante finanziamento da parte dei Grandi Progetti Strategici del MIC ha permesso però alla struttura di rinnovarsi e di tornare a funzionare. Il 12 ottobre del 2021 infatti il museo ha riaperto le sue porte in grande stile.
Resta costituito da un hangar ma questa volta è molto più bello da vedere. Ora permette ai turisti di osservare le navi da vicino e dall’alto ma soprattutto fa vedere gli archeologi al lavoro che con i loro mezzi continuano a studiare e restaurare i relitti dalle mille vite.

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