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Continua la rubrica GRA Turismo e questa volta vi facciamo scoprire l’uscita Rustica, un quartiere industriale nel quale sono nascosti alcuni piccoli tesori da visitare.

La quindicesima uscita del grande raccordo anulare è la Rustica, una zona che si trova ad est della capitale.
Questa ha un tragitto di circa 32 km e collega il quartiere della Rustica con quello di Tor Sapienza. Entrambi sono 2 quartieri industriali, circondati dalle infrastrutture che però al loro interno conservano dei piccoli tesori.
Tra questi vi è il Casale della Cervelletta, una piccola fortezza dalle origini medievali immersa nel tufo e nella riserva naturale Valle dell’Aniene.
Il castello nasce come proprietà della Chiesa ma negli anni passa alle famiglie nobili della regione come gli Sforza, i Salviati ed i Borghese, ognuna delle quali modifica in qualche modo la struttura, bonificandone ad esempio i dintorni, aggiungendo stemmi e rendendo il palazzo un piccolo gioiello dove il tempo sembra essersi fermato.
Entrare oggi nel portico del casale è come passare attraverso un piccolo arco temporale, che ti conduce agli antichi ambienti residenziali della casa, per poi arrivare fino al cortile, alle stalle e all’antica torre medievale, che è stata costruita nel 1100 con lo scopo di difendere la fortezza da eventuali attacchi e che conserva ancora oggi le sue originarie feritoie.
Una visita al castello è quindi un’esperienza magica, arricchita dagli eventi organizzati al suo interno dalla Regione Lazio come i festival cinematografici e le feste fatte nel cortile della struttura.

A pochi chilometri dall’uscita del raccordo La Rustica si trova poi il quartiere di San Basilio. Negli anni questa zona è stata considerata come la periferia di Roma e negli ultimi tempi è stata la meta di alcuni artisti che hanno deciso di dare una nuova vita ad un quartiere che l’ha persa. In modo particolare l’associazione Walls ha organizzato un progetto per poter colorare alcuni palazzi del centro periferico, facendo sposare l’arte con una causa sociale.
Gli artisti di strada Agostino Ianurci, Hitnes e Liquen si sono quindi divertiti a dipingere le facciate degli edifici più importanti di San Basilio. In particolar modo gli artisti hanno voluto rappresentare dei paesaggi naturali ed esotici, oltre a delle persone che si prendono cura dei propri luoghi, con lo scopo di eliminare le bruttezze scatenate dall’epoca industriale per dare spazio al verde, rappresentando in questo modo San Basilio come il quartiere della rinascita.

La zona della Rustica confina poi con Acqua Vergine, un punto dell’Agro Romano nel quale scorre la sorgente Aqua Virgo. Il suo nome deriva dalla purezza delle acque, che un tempo erano limpide e prive di calcare. Alcune leggende invece raccontano che la sorgente venne chiamata così perché una fanciulla vergine aveva indicato una sorgente nella quale le truppe di Agrippa potessero dissetarsi.
Oggi Acqua Vergine è uno degli 11 acquedotti che prende l’acqua dal fiume Aniene per poi alimentare le principali fontane di Roma e le terme di Agrippa. Si tratta di una rete acquifera che nasce nel 19 A.C. e che è tuttora in funzione. Percorre oltre 20 km e raggiunge i quartieri di Collatina, Pietralata, Nomentana e Villa Borghese, passando anche per la Fontana di Trevi e facendo terminare il suo percorso al Pantheon.
È quindi un tragitto lunghissimo quello che compie ed è per lo più sotterraneo, ma ci sono dei punti che sono aperti e tuttora visibili al pubblico.
Tuttavia le acque non sono più pure di una volta a causa dell’urbanizzazione della zona, oppure delle apparecchiature che sono state utilizzate negli anni per ristrutturare l’antico acquedotto.

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