Il “botto”, non solo un forte rumore ma ben altro | Roma.Com

Il “botto”, non solo un forte rumore ma ben altro

In genere si associa a un forte rumore, ma in realtà questa parola conserva molti più significati di quanto possa sembrare. Tu li conosci?

In italiano e in romanesco un superlativo

È una parola che in genere viene usata come superlativo, perchè enfatizza il fragore che un certo rumore può fare. Viene utilizzata anche nell’italiano corretto proprio con questo significato e appunto nelle situazioni in cui un rumore improvviso interrompe la quiete.

Questo è infatti il significato più comune della parola. Ce n’è poi anche un altro che però non viene usato nell’italiano corretto, bensì nel romanesco. Anche in questo caso indica un superlativo, ma comunque qualcosa di totalmente diverso al forte rumore.

Qualcosa di totalmente inaspettato

Anche nel romanesco il “botto” viene usato come un superlativo con lo scopo quindi di enfatizzare qualcosa. Non però il fragore di un suono bensì qualcosa che avviene in un modo così improvviso da fare sobbalzare chi assiste alla cosa.

In italiano corretto l’espressione infatti si tradurrebbe con le parole “improvvisamente” e di “colpo” appunto perché rimarca qualcosa d’inaspettato.

Non “di”, ma “de”

Chiaramente a differenza del normale “botto” che viene semplicemente accompagnato da un articolo, determinativo o indeterminativo che sia, il “botto” inteso come qualcosa d’improvviso viene invece accostato alla preparazione semplice “di” che in romanesco si scrive e si pronuncia “de”.

In questo caso infatti non manca mai nella frase.

 

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