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Forse oggi pochi lo ricordano, ma all’interno del quartiere di Tor Pignattara, nella prima metà del Novecento transitava un treno che poi proseguiva la sua corsa fino ad arrivare in ciociaria, nelle terme di Fiuggi, passando per Alatri e infine a Frosinone. Questi binari, ora non esistono più, ma hanno impresso un ricordo indelebile negli abitanti del quartiere.
Dopo la presa di Roma nel settembre del 1870, la nuova Capitale d’Italia divenne tutta ‘ncantiere, per ammodernarla e portarla al livello delle altre capitali europee. Si costruirono all’epoca anche molte ferrovie, per incentivare il trasporto veloce e forse anche per rispettare il famoso detto tutte le strade portano a Roma (anche quelle ferrate!). Così sulla via consolare della Casilina si costruì una ferrovia che portava dalla nuova capitale d’Italia verso la campagna ciociara, passando attraverso Fiuggi, Alatri e finendo a Frosinone. In questo tragitto la ferrovia attraversava il quartiere popolare di Tor Pignattara, tagliandolo in due. Nel 1927 i decise di ampliare la ferrovia e il binario unico che passava sulla Casilina venne raddoppiato, con il nuovo tracciato che oltre a conservare la vecchia linea, si biforcava a Piazza del Cannone, seguiva poi via Baracca e risalendo su via Alessi si ricongiungeva al tracciato principale che portava i treni fino alla stazione di Roma Termini.
Qualche anno dopo, vennero effettuati ancora altri lavori (tanto pe’ cambia’), che portarono alla costruzione di un anello di ricongiunzione dei due tracciati all’incrocio tra via Baracca e via Cencelli, dando vita al celeberrimo anello di Tor Pignattara. Qui infatti i treni provenienti da Roma Termini potevano girare e invertire il loro viaggio per tornare alla stazione centrale di Roma. All’interno di questo anello nacque anche una marana, ovvero una grande pozza d’acqua che veniva a formarsi con la pioggia, dando vita a un vero e proprio laghetto di quartiere, quasi come quello che si faceva formare a Piazza Navona nei secoli scorsi. Qui nel corso del tempo vennero a crearsi dei locali storici del quartiere, come il Bar Bruciaferri o la famossisima Osteria della Famiglia Capozzi, che prese proprio il nome “Al Giro dell’Anello”. Gli abitanti un po’ più anziani del quartiere ricordano ancora il treno che passava all’interno di Tor Pignattara, le corse dietro alle carrozze, la salita al volo sul treno con il tragitto fatto attaccato ai vagoni e il divertimento nella marana che si creava intorno al tracciato del treno.
Purtroppo ad oggi del giro dell’anello originario rimane ben poco, il bar Bruciaferri e l’Osteria dell’Anello hanno chiuso i battenti, lasciando spazio ad altre attività. Dei tracciati della ferrovia è rimasto solo quello su via Casilina, che oggi però non porta più verso la ciociaria, ma arriva fino a zona Giardinetti. L’unico elemento superstite della presenza del giro dell’anello è il palazzo all’incrocio tra via Cencelli e via Baracca, che essendo tagliato all’angolo della strada, ricorda a chi ci passa davanti, in qualche modo, che proprio lì di fronte il treno proveniente da via Alessi, girava e tornava su via Casilina.
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