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Una top 5 dei buoni comportamenti da tenere come passeggeri della metropolitana di Roma se si vuole arrivare a destinazione senza intoppi, che siano due fermate o una traversata da un capolinea all’altro. E sì, non basta pagare il biglietto ATAC per essere i perfetti passeggeri!

Partiamo con una cosa che tutti i romani farebbero bene a imparare dalle orde di turisti che affollano le scale mobili: tenere la destra! Sembra, infatti, che gli abitanti della città capitolina abbiano qualche difficoltà a capire l’utilità di questa semplice norma, che consente a chi passa di non aggiungere altri minuti al ritardo già accumulato sul lavoro o a lezione e, a chi si sposta, di non essere travolto dalla corsa forsennata dell’altro.

Non tuffatevi di testa per entrare sul vagone quando, finalmente, questo si ferma sulla banchina dove lo avete aspettato per cinque (a volte dieci, se vi trovate in una stazione particolarmente sfortunata) infiniti minuti: quando si aprono le porte è bene aspettare che siano usciti tutti i passeggeri a bordo prima di salire sul convoglio e prendere posto.

Sebbene sulla metro di Roma non sia indicato, vale la stessa regola che vige per i posti a sedere in basso degli autobus: a vagone completo e affollato, la cosa più educata e rispettosa da fare è lasciare il proprio posto a chi ne ha davvero bisogno, come anziani, donne incinte e persone con difficoltà deambulatorie. Sì, anche se questo dovesse significare farvi tutta la tratta percorsa dalla metro B in lunghezza da Rebibbia a Laurentina! Con il Covid-19, poi, è stata disposta una riduzione dei posti a sedere (segnalata da appositi adesivi sulla seduta) per garantire la distanza di sicurezza tra chi viaggia: è perciò ancora più importante il piccolo dovere civico di lasciar un sedile a chi potrebbe davvero risentire dello stare in piedi troppo a lungo.

In tempi di norme per il contenimento pandemico sembra scontato parlarne ma, in realtà, la regola di non invadere lo spazio personale degli altri è sempre validissima e andrebbe rispettata anche quando non si rischia di contrarre una malattia. Sedere composti senza allungare le gambe impedendo il passaggio, non piantare gomiti in faccia o pestare i piedi alla gente quando ci si aggrappa alle maniglie per restare in equilibrio, evitare di ammorbare il nostro vicino con telefonate sguaiate o musica a volume spropositato sono tutti comportamenti di buon vicinato da tenere a mente per evitare occhiatacce o, persino, discussioni e insulti. Un piccolo bonus: sebbene non comporti un’invasione fisica degli altri passeggeri, è molto maleducato (e anche inquietante) fissare, sghignazzare o indicare gli altri (peggio ancora: sbirciare le loro conversazioni sullo smartphone!) e potrebbe (giustamente) attirare le ire di chi è oggetto di queste attenzioni derisorie da parte di uno sconosciuto.

Bloccare le porte di uscita a chi ha bisogno di scendere dal treno quando la prossima non è la nostra fermata, fermarci improvvisamente nel bel mezzo delle scale (mobili o non) perché ci è arrivato un messaggio su WhatsApp col rischio di far inciampare la fila di persone alle nostre spalle, incastrare qualcuno al suo posto a sedere mentre voi restate impalati e in piedi davanti al sedile: insomma, qualsiasi comportamento che impedisca agli altri di circolare liberamente senza avervi tra i piedi andrebbe accuratamente evitato, poiché non avere rispetto del tempo altrui è maleducato e denota uno scarso senso civico. Può capitare, certo, di essere talmente concentrati in una conversazione importante o in un ripasso pre-esame dell’ultimissimo minuto da non rendersi conto di star impedendo a qualcuno che va di fretta di fare un balzo sulla banchina: in certi casi, affrettatevi a rimediare e chiedete scusa armandovi di un largo sorriso e vedrete che vi sarà perdonata la disattenzione!
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