Piazza di Santa Maria Liberatrice: il salotto verde di Testaccio
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Chiunque rimane affascinato dalla sua forma, che sembra quasi voler abbracciare chi sta per entrarvi. Ci hai mai fatto caso? È una struttura davvero singolare, oltre che davvero affascinante.
Si trova lungo il Corso Vittorio Emanuele II, nell’isolato che comprende Piazza della Chiesa Nuova, tra Via dei Filippini, tra Piazza dell’Orologio, tra Via del Governo Vecchio e tra Via della Chiesa Nuova. È una costruzione di Francesco Borromini che è stata realizzata nel 1637 e che appartiene a un enorme complesso comprendente anche un convento, una biblioteca e un campanile.
Chiunque la osserva rimane affascinato dalla sua bellezza, ma anche dalla particolare forma che ha. È ricurva verso l’interno e sembra quasi voglia invitare e soprattutto abbracciare chiunque ne varca l’ingresso. Davvero insolita.
Oggi l’Oratorio dei Filippini è un luogo in cui si svolgono continuamente dibattiti e convegni di vario tipo, ma che chiunque può comunque visitare su prenotazione per poterne ammirare la bellezza. È un vero capolavoro dell’arte barocca che merita un’occhiata sia fuori che dentro per quanto è elegante.
È decorata sia all’interno che all’esterno con dei capitelli ionici e corinzi e anche da dentro mantiene questa forma curvilinea che ricorda molto quella di un tenero abbraccio. Anche per questo motivo si distingue molto dal Convento dei Filippini, che ha invece una forma più semplice e uno stile decisamente più sobrio.
Probabilmente però la cosa più affascinante dell’intero complesso è ciò che sta sopra l’Oratorio e il Convento, ovvero la Biblioteca Vallicelliana. Si tratta di una struttura del 1565 che è stata costruita grazie all’amore che gli oratoriani hanno per i libri. In passato infatti la sfruttavano durante i pasti per poter leggere i libri, mentre oggi è invece uno scrigno di volumi che sono stati raccolti negli anni e che chiunque può leggere.
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