Piazza di Santa Maria Liberatrice: il salotto verde di Testaccio
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Roma è la città delle mille chiese, delle mille cupole, è la capitale mondiale della cristianità, grazie alla Basilica di San Pietro e al Papa che qui ha scelto di abitare (e dove altro sennò?); ma c’è un angolo, nemmeno troppo distante dal centro, in cui la Città Eterna conserva le spoglie di molti poeti, artisti e pensatori, non cattolici, scopriamo insieme qual è.
Nel Rione Testaccio, alle spalle della Piramide Cestia, si nasconde questo angolo di calma e pace a pochi passi dal centro. È il cimitero acattolico di Roma, un luogo incantato, in cui il trambusto e il caos della città sembra svanire e a regnare è il silenzio e la tranquillità. Nonostante sia un cimitero, questo luogo non deve farvi venire in mente la classica immagine del lugubre e fredda der camposanto, ma al contrario, una volta entrati (da vivi, non ve la stamo a gufà) vi donerà un vero e proprio scampolo di paradiso. Questo spazio infatti è totalmente immerso nel verde e negli alberi, e nella sua parte più antica è strutturato proprio come un vero e proprio cimitero anglosassone, tanto che prima era chiamato, il cimitero degli inglesi. Un grande prato verde, con panchine in legno e un’atmosfera surreale, dove si proietta l’ombra della piramide e in cui ricordare due poeti romantici John Keats, vissuto e morto a Roma e Percy Bysshe Shelley, annegato in mare a seguito dell’affondamento del vascello su cui navigava.
Un luogo in cui nel tempo non furono sepolti solo inglesi, ma anche donne e uomini di altre nazionalità e non di religione cattolica. Un luogo in cui varie culture, vari personaggi del mondo dell’arte e non solo, sono conservati per l’eternità nell’abbraccio de mamma Roma. Così a passeggio tra i vialetti di questo luogo incantato potremo incontrare il celebre monumento funebre di William Wetmore Story, che egli ha scolpito per sé e per sua moglie; un bellissimo angelo accasciato su un cippo di marmo, famosissimo in tutto il mondo come Angelo del dolore. Continuando ancora troveremo il cippo di Elisabeth Wegener-Passarge, una sfortunata ragazza morta a Roma nel 1902, dopo appena 15 giorni di matrimonio. Per immortalare il suo ricordo nell’eternità il suo giovane sposo e scultore tedesco Ferdinand Seeboeck ha dato vita a un bellissimo monumento, iscrivendo un dolcissimo epitaffio: “Ella passò da un dolce sogno d’amore/ alla vita degli angeli!”.
Infine non mancano gli italiani, anche loro artisti, pensatori e scrittori non solo del passato ma anche del presente. Antonio Gramsci è uno degli uomini più famosi presenti in questo cimitero e passando agli scrittori italiani possiamo fare il nome di Carlo Emilio Gadda, autore di romanzi famosissimi come La cognizione del dolore o uno ambientato proprio nella capitale, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Insieme a loro, a luglio del 2019 si è aggiunto anche un’altra delle penne più prolifiche della letteratura italiana contemporanea, quella di Andrea Camilleri. L’inventore del Commissario Montalbano, diventato famoso non solo in Italia ma in tutta Europa grazie alla serie televisiva interpretata dell’attore romano Luca Zingaretti, ha voluto essere sepolto in questo luogo magico, proprio a Roma, dopo una riservatissima funzione privata.
I nomi importanti presenti in questo cimitero non finiscono qui e se volete andare a rendergli omaggio, vi aspetterà un luogo incantato, dove oltre al silenzio a farvi compagnia sarà anche una grande colonia felina che potrebbe fare invidia a quella di Largo Argentina.
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