Roma al tram, alla scoperta dei dintorni della fermata Farini | Roma.Com

Roma al tram, alla scoperta dei dintorni della fermata Farini

Scopriamo cosa è possibile visitare nelle vicinanze di via Farini, seconda fermata della linea 5 del tram della città di Roma; dalla piazza dell’Esquilino alla Basilica di Santa Maria Maggiore sono tante le cose che si possono osservare

La piazza dell’Esquilino, l’obelisco e la Basilica di Santa Maria Maggiore

Farini è la seconda fermata della linea 5 del tram della città di Roma, dopo la stazione Termini e con capolinea Gerani. A pochi passi si trova la piazza dell’Esquilino, uno dei sette colli della Capitale, in cui si staglia un obelisco, il quale, come il suo gemello situato in piazza del Quirinale, ornava l’ingresso del Mausoleo di Augusto. Trasferito qui nel 1587 su ordine di papa Sisto V per guidare i pellegrini che provenivano da nord in direzione della Basilica di Santa Maria Maggiore, la sola della città ad aver conservato la sua primitiva struttura paleocristiana, seppur arricchita da aggiunte successive, specialmente in stile Barocco.

Le modifiche strutturali successive alla costruzione della Basilica

La Chiesa fu fatta costruire da papa Sisto III tra il 432 e il 440. La prima aggiunta avviene alla fine del 1200 con il transetto con la distruzione dell’antica zona absidale e la formazione di più ampia e poligonale. Un secolo dopo un ricco soffitto a cassettoni andò a decorare la navata centrale. Infine, tra il 1741 e il 1743, l’architetto Ferdinando Fuga realizzò una nuova facciata, che si sovrappone a quella originaria, con un grande portico e una loggia per le benedizioni, insieme al grande baldacchino che orna l’altare maggiore con colonne di porfido.

L’importanza dei mosaici nelle chiese paleocristiane

La Basilica è ricca di mosaici, pratica pittorica tipica dell’arte paleocristiana. Il fine iniziale del mosaico, in epoca imperiale, era quello di decorare i pavimenti delle ville e degli edifici pubblici, per poi andare a ricoprire le pareti dei nuovi templi cristiani fino a invadere interamente l’architettura, trasformando gli edifici religiosi in luoghi carichi di suggestione.

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