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Tra il Terminillo e il lago di Piediluco sorge il delizioso paese di Labro, denominato il paese della pietra e sormontato da un castello medievale, il luogo perfetto per un viaggio nel tempo. Siete mai stati a Labro?

Un paesino arroccato a 630 m di altezza, affacciato da un lato sul Lago di Piediluco, dall’altro sul Monte Terminillo: parliamo di Labro, denominato il borgo di pietra perché, non solo come in molti altri italiani gli edifici sono costruiti in pietra, ma qua ogni cosa lo è, dalle strade alle piazze fino alle chiese.
Il tessuto urbano ed edilizio non è stato modificato, anche a causa dell’isolamento geografico, e questo ha portato a fare del turismo il motore pulsante che tiene in vita questo delizioso paese che è stato insignito della bandiera arancione. Con il dopoguerra ebbe inizio lo spopolamento del paese ma allo stesso tempo è stato il primo borgo del Lazio ad essere integralmente restaurato. Il merito si deve all’intuizione negli anni ’60 di un architetto belga, Ivan Van Mossevelde, il quale scopri il paese e ne curò la riqualifica.

Siamo in provincia di Rieti, al confine tra Lazio e Umbria, in un paesaggio in cui i rilievi ricoperti da boschi secolari si incontrano con laghi e fiumi per creare un connubio che rigenera l’anima in una tranquilla scampagnata fuori porta.
Il borgo è sorto in cima a un cucuzzolo tra il IX e il X secolo, domina la valle del Fuscello, attraversata dal Rio Fuscello, immissario del Lago di Piediluco. Alle sue spalle svettano le cime dei Monti Reatini, tra cui il Terminillo, per molti mesi innevato. A sud, invece, si apre la Piana Reatina, conosciuta anche come Valle Santa in quanto San Francesco soggiornò in questa valle per molti anni fondando quattro conventi francescani.

Labro, con quasi 370 abitanti, è uno dei tantissimi borghi del Lazio sorti per scopi difensivi in epoca medioevale; il suo castello, ricostruito nel XV secolo dai Nobili, famiglia signorile del posto, svetta in cima al rilievo dove, nel tempo, si sviluppò l’abitato. Le sale sono ancora arredate dato che l’edifico è tutt’oggi abitato dalla famiglia Nobili Vitelleschi. Il castello di Labro può comunque essere visitato nel corso di un tour guidato durante il quale entrare in contatto con la storia del luogo.
La configurazione attuale di Labro ricalca esattamente quella originaria: il borgo degrada sulla collina secondo uno sviluppo a gradoni. Il primo gradone, il più antico, è quello del Castello e della Torre; segue il gradone dei palazzi nobiliari ed, infine, quello delle case della gente comune. Le mura racchiudono il borgo cui si accede attraverso tre porte.

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