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A mezz'ora da Roma: Artena la città guidata dai muli

foto di: Immagini prese dal web

Per la rubrica “A mezz’ora da Roma” vogliamo farvi scoprire Artena, un’affascinante cittadina avvolta dalle montagne priva di mezzi pubblici.

Una città priva di mezzi pubblici

Artena è una cittadina che si trova nei pressi di Valmontone, a soli 40 minuti da Roma. La sua posizione è davvero strana e proprio per questo è una zona unica nel suo genere.

Si trova arroccata nella roccia ed è impossibile percorrerla attraverso i mezzi pubblici e di conseguenza si ricorre ad altri mezzi di trasporto; gli asini. Questi sostituiscono ogni tipo di trasporto e svolgono tantissime attività all’interno della città provvedendo addirittura alla raccolta differenziata.

Le origini di Artena sono poi remote. Alcuni studi hanno dimostrato la presenza di popolazioni preromane che vivevano nella zona. Nei suoi dintorni infatti sono state costruite delle ville romane, i cui resti sono ancora visibili a Piano della Civita.

Noi però conosciamo Artena come una cittadina medievale, che è stata riportata alla vita grazie alla famiglia dei Borghese, in modo particolare al suo cardinale. Prima del loro arrivo questa era stata distrutta dalle battaglie tra gli angioini ed aragonesi. Grazie all’intervento delle famiglie nobili Artena è però tornata a splendere e negli anni si è arricchita di piccoli elementi che oggi la rendono davvero affascinante.

Una passeggiata all’interno di un borgo medievale

Ogni città antica ha un suo portale ed anche Artena lo ha. Il suo centro storico è accessibile varcando una grande porta d’ingresso sopra la quale ci sono le “pallotte” che simboleggiano la famiglia Borghese. Le stradine della città conducono poi alla Collegiata di Santa Croce, una chiesa del 1100 costruita sui resti di un antico tempio. Questa è talmente grande che la si può vedere da lontano percorrendo la via Latina. La struttura conserva al suo interno l’antica fonte battesimale e degli affreschi che sono stati ritrovati togliendo l’intonaco dalle pareti. Procedendo per le vie di Artena si può arrivare poi al Palazzo Borghese, nel quale viveva la nobile famiglia che ha fatto poi costruire il Convento di Sant’Antonio. La sua chiesa nasce in onore al Santo, che per mezzo di una sua grazia fece si che il principe dei Borghese, dopo svariati tentativi potesse avere un figlio maschio.

Attaccata a questa vi è poi una biblioteca appartenente al 1500, che era stata fatta costruire dal Cardinal Borghese, per poter discutere insieme ai frati di letteratura e di filosofia.

È obbligatoria quindi una passeggiata per le vie di Artena, che regala dei fantastici scorci sulle montagne e che permette la visita nelle piccole botteghe nelle quali gli artigiani del posto lavorano l’oro ed il legno. Alla fine del giro è poi consigliato concedersi un piatto di fettuccine al sugo nei ristorantini della zona, oppure comprare un barattolo di miele ricavato dalle api di Artena; si dice che sia la fine del mondo.

I dintorni di Artena; dei luoghi in cui arte, sport e divertimento sono i protagonisti

Artena è quindi un luogo dotato di un ricco patrimonio culturale che si trova nei pressi di Valmontone, una zona che nel 1650 è stata ottenuta dal principe Pamphilj, che l’ha voluta trasformare in una “città da sogno“. Al suo interno il principe fece costruire infatti il Palazzo Doria Pamphilj, un gigante edificio da favola, che contiene al suo interno oltre 300 stanze e che tuttora conserva degli affreschi appartenenti al 1600.

A Valmontone c’è poi il parco divertimenti Raimbow Magicland che dal 2011 riveste il riconoscimento di parco a tema più grande del centro Italia. Con le sue giostre, le sue scenografie ed i suoi spettacoli, è riuscito negli anni ad essere la location perfetta per alcuni show televisivi e spettacoli musicali ed ha attirato così l’attenzione di tutta l’Europa.

Gli amanti del rugby invece andranno pazzi per il Museo del Rugby Fango e sudore che si trova nei pressi del Palazzo Borghese di Artena e che ospita oltre 1400 maglie, alcune delle quali sono state donate direttamente dai giocatori stessi i fondatori del museo.