GRA Turismo, uscita 5: La Cassia Veientana; un cimitero etrusco | Roma.Com

GRA Turismo, uscita 5: La Cassia Veientana; un cimitero etrusco

Continua la rubrica GRA Turismo e questa volta vi facciamo scoprire un luogo ricco di storia ed avvolto nel verde, l’uscita Cassia Veientana.

 

La ricostruzione moderna della Veientana

La quinta uscita del grande raccordo anulare è la Cassia Veientana ed è un percorso che unisce due antiche strade, la Cassia e la via Veientana. La prima nasceva come collegamento tra le province più lontane ed univa Roma con Firenze. La seconda invece era una piccola strada che partiva da Veio, città etrusca e che si dirigeva poi verso Ponte Milvio. Le sue antiche tracce però, si sono perse nel tempo. Tuttavia resta un ottimo collegamento tra la via Flaminia e Cassia.

Sin dalla notte dei tempi il suo percorso coincideva con la Cassia ma poi si separava nei pressi della Tomba di Nerone ed andava a creare un suo percorso, che arrivava all’acquedotto romano della Traversa e che giungeva infine a Formello, che negli anni è diventato un importante centro etrusco.

Oggi l’uscita Cassia Veientana percorre circa 13 km. Ha inizio a Labaro e si ricongiunge alla via Cassia nel quartiere delle Rughe. Lo scopo della diramazione era quello di incanalare il traffico che veniva dalla Cassia e trasferirlo in questa seconda via, ricca di uscite, di storia e luoghi non così conosciuti ma che sicuramente  vale la pena di visitare.

La villa di Livia di Prima Porta

L’uscita Cassia Veientana è quindi un grande cimitero etrusco attraversato dal Parco di Veio, ricco di reperti archeologici appartenenti alla civiltà romana. Tra questi vi è un’enorme villa all’uscita di Prima Porta che merita di essere visitata per la sua bellezza e per le storie che vi sono intorno. Trattasi della la villa di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore Augusto, nota anche come “Ad Gallinas Albas”, in quanto vi è dietro una buffa leggenda: si dice che un giorno in questa casa, un’aquila fece cadere nelle mani di Livia una gallina bianca che nel becco aveva un ramo di alloro; un messaggio di purezza e soprattutto buon auspicio che hanno portato la donna ad allevare la gallina ed a piantare il ramo. Un altro elemento che decora questa grandiosa villa, ricca di stanze ed un grande centro termale, sono le sue pareti, dipinte in verde e raffiguranti uccelli e paesaggi naturali che la rendono quasi fatata. Altro reperto importante, trovato all’interno della villa, è una possente statua di Augusto, ritrovata nel 1860 e conservata tuttora ai Musei Vaticani.

Il Parco di Veio e una cascata nascosta

Gli amanti del verde apprezzeranno sicuramente quest’uscita stradale. Come già anticipato, Veio era una grande città nella quale hanno vissuto romani, etruschi e fallisci che vi hanno costruito le loro case, i cui resti sono presenti e che hanno reso la zona un enorme centro archeologico, oltre ad una gigantesca vallata ricca di piccoli e grandi crateri vulcanici. Il parco che la ospita è poi adatto ai seguaci di San Francesco ed ai loro pellegrinaggi, essendo ricco di percorsi appartenenti alla Via Francigena. Amanti delle lunghe passeggiate, armatevi quindi di bastone e macchinetta fotografica ed immergetevi in queste vallate ricca di scorci mozzafiato ma soprattutto natura incontaminata, adattata solamente alle esigenze dei contadini e dei pascoli.

Un ultimo luogo consigliato poi a chi ama la natura ed il segreto, è la cascata dell’Olgiata, un centro nei pressi di Formello, quasi sul finire dell’uscita Veientana. La particolarità di questa è che quasi nessuno sa della sua esistenza. È nascosta nei pressi del centro storico dell’Olgiata, e ha la particolarità di sfociare all’interno di una galleria scavata dagli etruschi. Un piccolo pezzo di storia nascosto ma che merita sicuramente di essere scoperto.

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