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La via delle Zoccolette e della Scrofa; un giro alla loro scoperta

foto di: Immagini prese dal web

Roma è una città che ospita al suo interno tantissime strade alcune delle quale possiedono dei nomi assurdi. Ma vi siete mai addentrati nelle vie più strane della città? Cosa c’è da vedere?

Il Conservatorio delle Zoccolette; un rifugio per le povere orfanelle

Roma è una città dalle mille vie, alcune delle quali hanno dei nomi davvero assurdi. Una di queste è la cosiddetta Via delle Zoccolette, che si trova tra Ponte Sisto e Ponte Garibaldi, nel Lungotevere. La strada prende il nome dal Conservatorio delle Zoccolette, un orfanotrofio costruito per le zitelle che indossavano gli zoccoli, un tipo di sandalo. I resti del palazzo che era nato per salvare dalla strada le povere orfanelle, sono tuttora visibili all’interno della via, insieme ad un’iscrizione che racconta delle gesta di papa Clemente XI che scelse di raccogliere dalla strada le fanciulle con l’intento di custodirle all’interno del palazzo ed insegnarle i mestieri della vita. Un’altra scritta ricorda invece delle opere benefiche che il papa fece nel 1715 e dell’acquisto di una parte dell’acquedotto Acqua Vergine.

Tuttavia oggi la strada prende questo nome in riferimento alle donne che uscivano da questo orfanotrofio, molte delle quali diventavano delle prostitute.

Il primo Ospedale Bambin Gesù della storia

Il Conservatorio delle Zoccolette ha il numero civico 16. Al numero 17 si trova invece ciò che rimane dell’Ospizio dei Mendicanti, un edificio costruito per volere di papa Sisto V con lo scopo di salvare i poveri dalla strada per poterli accudire ed insegnare i mestieri di ogni giorno. Il palazzo conteneva al suo interno numerose sale e stanze, che venivano allestite per chi non aveva nulla.

Successivamente il Conservatorio delle Zoccolette al numero 16 venne inserito all’interno dell’Ospizio ed i mendicanti vennero traferiti. Anni dopo l’edificio divenne un ospedale militare e nel 1835 venne ristrutturato sotto Pio IX in un ospedale per i sacerdoti poveri. Qualche anno dopo invece Scipione e Arabella Salvati trasformarono l’Ospizio nel più famoso ospedale di Roma, il Bambin Gesù. Le prime 12 camere della struttura si trovavano lì.

Oggi non rimane molto di queste costruzioni se non qualche iscrizione ed un’edicola su di un muro che rappresenta 2 santi, tra cui Sant’Antonio Abate, che circondano la Madonna che si trova al centro del quadro.

Via della Scrofa: una strada dedicata a un’osteria

Un’altra via davvero particolare della città di Roma è quella della Scrofa, che incorpora Via Ripetta. A destra si trova il Tevere ed a sinistra il Mausoleo di Augusto e confluisce con la via Flaminia. Il suo nome deriva da un’antica osteria, chiamata “La scrofa”. Il suo centro contiene la fontana della scrofa, che viene costruita dai frati agostiniani per coprire la raffigurazione di un maiale su un muro. Questa oggi si trova in Piazza Trilussa.

Questa via oggi si trova tra due rioni, il Sant’Eustachio e il Campo Marzio.

Il Palazzo dei Gonzaga

Nel mezzo della via si trova il Palazzo Aragona Gonzaga, che si collega tramite un giardino al Soderino Cellesi.

Il Palazzo Aragona viene costruito da Gianbattista Aragona e venduto poi alla famiglia Gonzaga. Negli anni è passato a diverse famiglie nobili tra cui i Galitzin, di origini russe. Ha subito poi diverse modifiche nel tempo, diventando anche barocco e contrapponendosi alla struttura originaria.

Il portale principale della residenza si affaccia su via della Scrofa insieme al balcone. La facciata di questo ospita una serie di finestre ma la particolarità del palazzo sono le sue lapidi che si trovano al pianterreno e che sono dedicate a Torquato Tasso, ospite del palazzo e Luigi Gonzaga.

Il palazzo è tuttora visibile e contiene al suo esterno anche un’edicola con la “Madonna in trono con il bambino” ed una vasca dalla forma rettangolare a sarcofago.