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Nei secoli il sistema scolastico ha subito diverse modifiche, partendo dai tempi dell’antica Roma per arrivare ai giorni nostri. Vediamo però come è cambiato nel tempo.

Nell’antica Roma i bambini andavano a scuola solamente a partire dall’età dei 6 anni. Prima la loro educazione era affidata ai genitori. La madre aveva il compito di insegnare al proprio figlio come comportarsi, mentre il padre lo faceva allenare fisicamente, gli faceva conoscere come funzionava il mondo e lo istruiva nella lettura e scrittura. Le famiglie più ricche avevano invece uno schiavo semi libero che aveva il compito di seguire il bambino durante il giorno.
A 6 anni i bambini iniziavano quelle che oggi sono le scuole elementari, ai tempi chiamate “ludi magister”. Frequentavano 6 ore di lezioni al giorno e imparavano a contare, leggere ed infine scrivere su delle tavole di cera chiamate trittico, un antenato dell’attuale libro.
All’età di 12 anni le bambine erano affidate alle faccende domestiche della casa, i maschi invece proseguivano gli studi al “grammatico” ed imparavano così la letteratura, la fisica e l’astronomia grazie a degli insegnanti che provenivano dalla Grecia o dall’Egitto. I bambini dei ceti popolari frequentavano tutti insieme lo stesso istituto mentre i più nobili potevano avere un precettore privato.
A 17 anni infine il ragazzo poteva scegliere se lasciare i propri studi o proseguirli all’estero, principalmente in Egitto o un Grecia, per poi avere una carriera politico-giuridica.

Con il passare degli anni il sistema scolastico ha subito diversi cambiamenti e l’istruzione è diventata pubblica ed accessibile a tutti.
La scuola inizia per un bambino all’età di 3 anni con l’asilo ma non è obbligatoria. Tutti i bambini vengono obbligati ad andare a scuola solamente dall’età di 6 anni e devono frequentare le elementari, poi le medie ed infine le superiori, fino ai 16 anni, dopodiché possono scegliere se proseguire gli studi oppure rinunciare.
Un anno scolastico fino al 1970 iniziava il primo ottobre, il giorno di San Remigio e gli studenti venivano chiamati remigini e svolgevano gli esami di riparazione a settembre. Un compito fondamentale per la scuola era quello di insegnare l’uguaglianza sociale, per questo motivo ogni bambino doveva indossare un grembiule e un grande fiocco, accompagnati da uno zaino con solo due quaderni, una matita, una gomma ed un temperamatite.
Nel 1977 il sistema scolastico tramite una legge subisce però una nuova variazione. Gli esami di riparazione venivano aboliti mentre la scuola sarebbe non inizia più il primo ottobre ma tra il 10 ed il 20 settembre e termina poi tra il 10 ed il 30 giugno.
Negli anni si è cercato di far iniziare nuovamente l’anno scolastico il primo ottobre ma senza riuscirci.

Negli anni successivi il sistema delle scuole ha continuato a cambiare e nel 2020 ha subito un importante ma necessario cambiamento. Per la prima volta gli studenti si sono trovati ad affrontare la didattica a distanza, che ha permesso ai ragazzi di partecipare alle lezioni scolastiche direttamente da casa attraverso le piattaforme come Zoom e Skype, che hanno fatto connettere migliaia di studenti insieme ai loro professori. Le lezioni, interrogazioni e gli esami venivano quindi svolte online. Iniziavano secondo il classico scolastico e proseguivano secondo i loro orari.
È stato un sistema efficace ma duro da applicare che ha causato diversi disagi a livello psicologico agli studenti.
Da settembre 2021 gli studenti però potranno tornare in presenza, rispettando però le norme di distanziamento sociale. La scuola inizierà il 13 settembre in alcune regioni d’Italia mentre in altre avrà inizio nei giorni successivi. Molto probabilmente terminerà il 30 giugno ma ancora non si ha certezza sulla cosa.

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