Neve a Roma e tu quale nevicata ricordi meglio? | Roma.Com

Neve a Roma e tu quale nevicata ricordi meglio?

Neve a Roma? Qualsiasi polentone riderebbe solo a pensarla una cosa del genere, come se la neve fosse solo cosa loro! Maddeche! La neve, per fortuna, ogni tanto la fa anche qui, nella nostra amatissima capitale, dando quel tocco di bellezza in più a una città che già così è meravigliosa!

Roma co’ quer tocco de bianco…è tutta n’artra cosa

Siamo abituati a vederla con i colori delle stagioni che cambiano, il verde insieme alle tinte dei fiori che sbocciano in primavera; con le accecanti giornate di sole estive, che spingono verso il mare; con tutte le tonalità del giallo, dell’arancione e del rosso in autunno e infine anche con i cieli grigi invernali. In tutte le stagioni Roma è bellissima. Ogni giorno infatti puoi scendere per strada e trovare una nuova luce sotto cui vedere er Cuppolone, il Circo Massimo, Piazza di Spagna, Piazza del Popolo, il Pincio e così via ogni angolo della città. Ma quando a Roma fa la neve, ogni cosa s’ammanta di un vestito nuovo; quel sottile manto nevoso che ricopre ogni cosa desta ogni volta meraviglia e chi è fortunato a stare nella Città Eterna, gode di uno spettacolo raro, che non accade ogni anno.

Le ultime nevicate di Roma

Diciamo che ogni generazione ha avuto la sua nevicata. La più famosa e anche la più fredda di tutte, per chi la ricorda, si dice sia stata quella del 1956. A questa nevicata Franco Califano dedicherà anche una bellissima canzone d’amore. Andando avanti nel tempo ci sono stati altri episodi di neve a Roma ma non sempre questa ha attecchito al suolo. Nel 1971 ad esempio ci fu un’altra imbiancata con diversi centimetri di accumulo, poi quindici anni dopo, nel 1985, con un altro grande episodio nevoso nella capitale, seguito nel 1986 da un altro più lieve. Nel 1991 un’altra nevicata abbellì la Capitale, che da quel giorno dovette aspettare il 2012 per rivedere er Cuppolone tinto di bianco. L’ultima in ordine di tempo è stata quella del febbraio del 2018 che vide i romani risvegliarsi sotto un candido velo bianco che faceva di Roma una città nuova. È talmente suggestiva la neve nella Capitale, che ispira molte persone a scrivere poesie e filastrocche, ve ne proponiamo una veramente bella.
E voi che nevicata ricordate?

Filastrocca della neve a Roma

Quanno a Roma c’è la neve
a la gente je conviene
de sta’ a casa cor termosifone
e guardalla dar barcone.
Ma co Roma tutta bianca
non ce n’è uno che se stanca
de sta pe strada a fa’ a pallate
e a commenta’ le cose innevate.

“stammatina ‘na sopresa
quanno ho aperto la persiana
coll’aria tutta a tramontana
de neve bianca ‘na distesa!”
“tutto novo è co la neve
ogni distanza pare breve
se cammina pe le strade
propio in tutte le contrade!”

Dalle montagne tutte ‘mbiancate
fino alle periferie e nelle borgate,
dall’Alessandrino ar Tuscolano,
da Tor di Quinto fino ar Nomentano,
dall’Appio Latino fino a Portuense,
dar Novo Salario fino ar Gianicolense:
tutti de bianco e de grandi pupazzi
tutti che giocheno come regazzi!

E quanno che scenni pe la strada
tutta la gente ‘mbambolata:
chi soride chi è contento,
tutti pe strada in gran fomento
e n’ce stà ‘na macchina né ‘n motorino,
ce sta solo un gran casino
gente che ride, che gioca, che sarta
perché la neve tutti li esarta.
A comincia’ da quer vecchietto
“guarda la neve sopra quer tetto”,
pe continua’ cor regazzino
che tira le palle a su’ cuggino
ma becca la donna vestita de rosa
che nun se ‘ncazza tanto è giojosa,
mentre er marito spala er giardino
e grida ar fijo: “vie’ da papino!”.

Perché a Roma la neve vie’ poco, poco
E quanno ce sta è pe tutti ‘n ber gioco,
tutti se scordeno che so’ arabbiati,
escono a spasso e li vedi beati.
Ma allora io dico ma sete ‘mpazziti?
Serve la neve pe nun esse stizziti?
E propio pe questo io c’ho ‘na proposta,
vale dar centro fino a la costa:
domani cor sole e senza la gelata,
ve vojo soridenti tutta la giornata!
Ve vojo comunque pe strada a gioca’
manco ‘na macchina vojo vedevve guida’!
E pe er pupazzo poi s’organizzamo
lo famo coi fiori o se lo ‘nventamo!
E pure se domani la neve sarà sciorta
ve vojo vede’ ‘n piazza a fà ‘na giravorta!

(Filastrocca di Federica Lucantoni, dal sito www.ilvinoeleviole.it)

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