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Non è mai troppo tardi…per ricordare il Maestro Manzi!


Icona indiscussa della prima televisione del dopoguerra, la figura del Maestro Manzi, ha accompagnato per 8 anni, dal 1960 al 1968, bambini, adulti e anche anziani ad accrescere il proprio livello culturale e finanche a prendere la licenza elementare a circa 1 milione e mezzo di italiani, fino a quel momento pressoché analfabeti!

Il Maestro Manzi, storia di un uomo dedito all’insegnamento

Alberto Manzi, nato il 3 novembre 1924, romano de Roma era un uomo colto che oggi avrebbe compito 96 anni e che ha fatto dell’insegnamento la sua missione di vita. Doppio diploma, magistrale e nautico, laureato in Biologia, in Magistero e in Pedagogia e Filosofia, fin dal 1954 prende servizio, dopo aver insegnato e fatto ricerca all’università, all’interno di quella che diventerà la sua scuola, quella dedicata ai Fratelli Bandiera, a Roma. Allo stesso tempo sempre con l’idea di aiutare gli altri attraverso l’insegnamento inizia a compiere dei viaggi in sud America, per conto dell’università di Ginevra. Qui tornerà ogni anno, dal 1954 al 1977, aiutando a risolvere molti problemi legati anche alla sfera socio-sanitaria e formando ogni anno gruppi di studenti provenienti da tutta Italia per aiutarlo. Nella sua vita però rimane sempre il Maestro nella sua scuola elementare, sperimentando con metodi sempre nuovi e innovativi, lezioni per i suoi bambini. Le collaborazioni con la Rai iniziano fin da subito, quando nel 1953, la radio manda in onda una riduzione  del suo libro per bambini Grogh. Quella però che gli assicurerà successo in tutta Italia sarà la trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi.

Non è mai troppo tardi e quella televisione educativa

Questa trasmissione nasce negli ambienti Rai per combattere quella che in quei primi anni del dopoguerra era una piaga assai infestante, l’analfabetismo. Oltre il 10% della popolazione italiana non sapeva né leggere e né scrivere e molti altri sapevano solo scrivere il proprio nome e cognome. Per aumentare poi il tasso di alfabetizzazione anche nei luoghi più sperduti dell’Italia, dove magari le scuole non c’erano ma la televisione era già arrivata si decise di mandare in onda questa trasmissione, poco prima di cena, in modo che fosse visibile da tutti coloro che tornavano da lavoro e servisse da ripasso per i più piccolini delle scuole elementari. Si poteva creare quindi la situazione in cui una nonna o un nonno, imparasse insieme al proprio nipote a leggere e a scrivere seguendo le lezioni di Alberto Manzi. Per capire di che pasta fosse fatto il Maestro è diventata ormai leggenda il suo provino nelle sedi della Rai di quel tempo; prima della prova gli avevano fornito un copione che Alberto Manzi, specializzato in Pedagogia e Psicologia stracciò, facendo invece lezione a suo modo e risultando alla fine il vincitore!

Il valore dell’istruzione e della cultura

Dopo il 1968 la trasmissione fu chiusa, ma non perché Non è mai troppo tardi non facesse più ascolti, quanto piuttosto perché ormai in Italia il livello di alfabetizzazione si era ormai elevato e diciamo che il Maestro Manzi, almeno in tv, aveva portato a termine la propria missione. Così poté tornare a concentrarsi sui bambini della scuola Fratelli Bandiera, che portò avanti fino alla pensione, dopo di ché si ritirò a Pitigliano, comune della provincia di Grosseto di cui fu anche Sindaco e in cui morì nel 1997. Non è mai troppo tardi è stata indiscutibilmente una di quelle trasmissioni della tv italiana che ha innalzato il livello culturale degli italiani, simbolo di una televisione che oltre ad essere intrattenimento poteva anche essere educativa e culturale. Il successo di questa trasmissione infatti fu enorme non solo Italia, in quanto il format, come si direbbe oggi, fu riutilizzato in ben 72 paesi del mondo! Un successo incredibile che la Rai, durante gli anni ha cercato di riproporre nel 1990-91 con Gianni Ippoliti e nel 2004 con il titolo Non è m@i troppo tardi, parlando questa volta di alfabetizzazione informatica. Il grande successo di questo personaggio porterà infine la Rai a produrre nel 2014, nel 90° anniversario della sua nascita, la miniserie televisiva con Claudio Santamaria dal titolo Non è mai troppo tardi.