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Palazzo Cipolla ospita la prima mostra italiana dedicata all’artista francese Dufy, definito il pittore della gioia per la sua capacità di catturare le atmosfere della luce e trasferirle nelle sue tele
Le sale di Palazzo Cipolla ospitano la prima esposizione realizzata in Italia dedicata a uno dei massimi esponenti dell’arte moderna, il francese Raoul Dufy. Autore di opere monumentali come La Fée Electricité (La Fata Elettricità, 1937 – 1938, Musée d’Art Moderne de Paris), uno dei dipinti più grandi al mondo, di una lunghezza complessiva di 6 metri, composto da 250 pannelli, Dufy fu un grande pittore, scenografo e disegnatore di inizio ‘900 che, per la sua capacità di catturare le atmosfere, i colori e l’intensità della luce e a trasferirli sulle sue tele, fu definito il pittore della gioia e della luce.
Si avvicina a Monet e Pissarro, maestri dell’Impressionismo, per poi essere artisticamente attratto da Matisse. Nel corso della sua carriera ha spaziato in vari campi delle arti decorative, dalla xilografia alla pittura e alla grafica, dalle ceramiche ai tessuti, dalle illustrazioni alle scenografie. Suddivisa in 13 sezioni tematiche, la mostra racconta l’intero percorso artistico del pittore fino agli anni ’50 quando Dufy cercò nuovi temi a causa della guerra e della malattia che lo costrinse a rimanere nel suo studio nel Sud della Francia.
Un viaggio espositivo che trova il suo filo conduttore nella violenza cromatica, nella magia di quel colore che diventa elemento indispensabile per la comunicazione di emozioni e stati d’animo. Onde a V rovesciata, nuvole e un mondo di forme: bagnanti, uccelli, cavalli, paesaggi ispirati sia dalla modernità che dal classicismo. Predilige i paesaggi marittimi e ama particolarmente gli ippodromi che gli daranno grande successo, si interessa infatti alla società dell’intrattenimento con le sue corse, le regate, gli spettacoli che riproduce con vivacità.
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