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Da Giulio Cesare ad Adriano, i romani che lotterebbero contro l’omofobia

foto di: Immagini prese dal web

Oggi si festeggia in tutto il territorio dell’Unione europea e non solo, la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti di tutti gli orientamenti sessuali. Ma nella Roma antica chi avrebbe lottato oggi contro l’omofobia?

L’omosessualità nella società romana

Partiamo con il dire che nelle società antiche c’era una relazione completamente differente con il proprio corpo e la propria sessualità. Quasi tutti ormai sanno già che nella Grecia antica l’amore omosessuale tra uomini non era considerato affatto scandaloso. A Roma invece, prima che l’esercito repubblicano conquistasse la Grecia, l’omosessualità veniva definita come il vizio greco. Subito dopo la conquista della culla della civiltà invece, questa considerazione cambiò radicalmente e l’amore omoerotico si diffuse ampiamente anche a Roma; questo non significa che prima nella capitale della repubblica romana non esistesse, ma nel giro di poco tempo si cambiò la sua percezione. Le differenze tra amore omoerotico greco e romano però permangono; a Roma infatti, l’amore omosessuale non era ammesso tra due adulti liberi, ma solamente se praticato con schiavi o liberti. Inoltre, in nome della virilità e del carattere dominante dell’uomo romano, la persona libera doveva essere sempre la parte dominante. Questo all’incirca era il pensiero romano sull’omosessualità, ma vediamo che molti personaggi famosi dell’antica Roma provavano attrazione per gli uomini, erano bisessuali e addirittura si sposarono con uomini, scopriamo chi erano.

Da Giulio Cesare ad Adriano, gli omosessuali romani

Partiamo dal più famoso in assoluto tra i personaggi dell’antica Roma, Giulio Cesare. Ebbene sì, il grande conquistatore delle Gallie, colui che de facto fu il primo imperatore di Roma era bisessuale. Giulione infatti, provava attrazione sia per le donne, sia per gli uomini, tanto da meritarsi dei soprannomi anche abbastanza tendenziosi come “La regina di Bitinia” o “la moglie di tutti i mariti”. Non si esclude infatti che Giulio Cesare abbia intrattenuto rapporti con generali e soldati anche nelle sue campagne tra le fredde terre francesi. Anche il primo princeps Ottaviano, ovvero il primo romano ad essere chiamato Augustus, provava attrazione verso gli uomini. Dopo la battaglia di Filippi infatti è documentato che l’imperatore prese con sé un ragazzo di nome Sarmento come amante. Andando avanti cronologicamente scopriamo che Tiberio, nella sua villa a Capri intratteneva molti rapporti con ragazzi, mentre Caligola, come Cesare, era bisessuale. Arriviamo a Nerone, che nella sua vita arrivò addirittura a sposarsi per due volte con degli uomini: la prima volta con un uomo chiamato Pitagora, la seconda con Sporo. Ma la storia più famosa probabilmente è quella dell’imperatore Adriano e di Antinoo. L’amore che legava i due era veramente molto forte, tanto che nel luogo della morte del suo amato, in Egitto, sulle sponde del Nilo, Adriano fece costruire una città che portava il suo nome, Antinopoli. Il sentimento che li legava portò l’imperatore anche a far diventare il suo amato oggetto di culto, che si diffuse in seguito in tutto l’impero. Come possiamo vedere, per quanto poi la società romana potesse pensare che l’unico amore omosessuale consentito fosse quello tra persone libere e prostituti schiavi o liberti, in realtà le cose erano completamente differenti, tanto che anche gli imperatori, pubblicamente avevano degli amanti.

Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, la storia

La Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia è stata celebrata per la prima volta il 14 maggio del 2004, grazie alla iniziativa del curatore del Dizionario dell’omofobia, Louis-Georges Tin. Il giorno scelto non è affatto casuale, ma riporta una grande vittoria per la comunità LGBT+; infatti il 17 maggio del 1990, finalmente l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimuoveva definitivamente dalla classificazione e delle malattie mentali, l’omosessualità. Da quel giorno dunque, terminò una grande forma di discriminazione nei confronti dei membri della comunità LGBT+ e cominciò anche una grande battaglia di sensibilizzazione, affinché fenomeni di violenza legati all’omofobia, alla bifobia o alla transfobia, si riducessero sempre di più.