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Dimissioni di Papa Francesco sarà il suo ultimo Urbi et Orbi?


Da qualche giorno a Roma, ma anche in tutto il mondo si rincorrono voci incredibili sul fatto che entro il 31 dicembre di quest’anno, Papa Francesco sarebbe destinato a dimettersi. Voci, sembrerebbe affidabili, che arrivano da Londra e che vedrebbero il pontefice dimettersi dopo aver recitato la sua ultima benedizione Urbi et Orbi.

Papa Francesco, un papa…sorprendente!

Papa Bergoglio ci ha abituato a colpi di scena e sorprese. La sua semplicità, la sua umanità (chi non ricorda quando una fedele lo ha strattonato per a mano e lui di tutta risposta j’ha tirato ‘na pizza?), la sua fede incrollabile, lo portano sempre a stupire i fedeli e il mondo intero per i suoi gesti. Ultimo della lista è sicuramente l’improvvisata fatta l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, a Piazza Mignanelli, vicino a Piazza di Spagna quando al mattino presto, nonostante la pioggia, Papa Francesco si è recato a rendere omaggio alla statua della Madonna dopo che il Vaticano aveva diffuso una nota in cui la classica cerimonia di deposizione di un mazzo di fiori da parte del Pontefice che si svolge ogni anno, non si sarebbe svolta, per non creare assembramenti pericolosi in questa situazione di pandemia.

Le voci che lo vogliono dimissionario

Così da Londra, arrivano alcune voci, sembrerebbe affidabili, che anticipano le prossime dimissioni di Papa Francesco, entro il 31 dicembre, in tempo in tempo pe’ magnasse er panettone e di’ l’urtimo Urbi et Orbi. Dopo Ratzinger dunque un secondo Papa dimissionario che andrebbe a creare una situazione forse inedita nella storia, 3 papi, di cui 2 dimissionari e uno regnante. Senza badare al fatto che i due dimissionari sono successivi, il che abbatterebbe qualsiasi record. Probabilmente sarebbe la maniera più coerente per chiudere questo nefasto 2020.

Il rito della benedizione Urbi et Orbi

La benedizione Urbi et Orbi è un rito che il Papa tiene almeno due volte l’anno, a Natale e a Pasqua. L’unica altra volta in cui il pontefice può concedere questa benedizione è al momento della sua elezione. In questo momento la banda pontificia suona l’Inno italiano mentre quella dei Carabinieri quello pontificio, in segno di amicizia e rispetto; dopo di che c’è il discorso del Papa, che di solito in queste occasioni lancia messaggi importanti e infine la formula di rito che garantisce anche l’indulgenza plenaria da tutti i peccati, anche per chi segue la cerimonia dai vari mezzi di comunicazione, anvedi che potenza. Ecco la formula recitata in latino per la benedizione Urbi et Orbi:

«I Santi apostoli Pietro e Paolo, nel cui potere e autorità confidiamo, intercedano per noi presso Dio. Amen.
Per le preghiere e i meriti della beata sempre Vergine Maria, del beato Michele arcangelo, del beato Giovanni Battista, dei santi apostoli Pietro e Paolo, e di tutti i santi, Dio onnipotente abbia misericordia di voi, e, perdonati tutti i vostri peccati, Gesù Cristo vi conduca alla vita eterna. Amen.
Il Signore onnipotente e misericordioso vi conceda l’indulgenza, l’assoluzione e la remissione di tutti i vostri peccati, un periodo di pentimento genuino e fruttuoso, un cuore sempre penitente e una conversione della vita, la grazia e il consiglio dello Spirito Santo, e la perseveranza continua nelle opere buone. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.»

Il messaggio di Papa Francesco di quest’anno

Quest’anno la benedizione Urbi et Orbi non verrà recitata dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, proprio per non far creare assembramento in Piazza, ma dall’Aula delle Benedizioni. E oggi Papa Francesco ha voluto inviare un messaggio di speranza per la situazione che stiamo vivendo, soprattutto dicendo no “al virus dell’individualismo, per promuovere la cooperazione e non la concorrenza”. Il suo sguardo, in particolare in questo giorno, è rivolto ai più vulnerabili e ai bisognosi, soprattutto per coloro che vivono situazioni di guerra, di crisi umanitaria, come i paesi del Centro Africa o della Siria e del Libano. Proprio per questo motivo Bergoglio ha esortato tutti a “non erigere barriere”, ricordandoci che tutti, uomini e donne, siamo fratelli e sorelle di tutti. Un grande messaggio di speranza e di unione in questo tremendo periodo che stiamo passando. Infine il Papa, dopo la benedizione ha augurato Buon Natale a tutti noi, e della redazione di Roma.com insieme a tutti voi che ci leggete possiamo dirgli Grazie Francé, Buon Natale anche a te!