blank

Caricamento...

Il nuovo Impero Romano nacque a Natale


Il Sacro Romano impero cominciò a tutti gli effetti nell’anno 800, a seguito della più famosa incoronazione di sempre, sapete quale?

La notte di Natale più importante di sempre

C’è un fatto che ha sempre incuriosito tutti, fra i banchi di scuola: l’inizio e la fine del glorioso impero romano furono segnati dalla presenza di due diversi personaggi, col medesimo nome. Nel 753 a.C Roma nacque per mano di Romolo e nel 476 d.C l’Impero cadde per opera di un altro Romolo, Romolo Augusto, l’ultimo Imperatore d’Occidente, a seguito della sua abdicazione. La potenza di Roma, tuttavia, non smise di influenzare le epoche successive, sebbene per alcuni secoli nessuno fu più considerato imperatore, almeno fino alla notte di Natale più famosa al mondo.


(Fonte: Wikipedia)

Correvano gli ultimi anni del 700, a Roma – e fuori Roma – il papa esercitava indisturbato tutta la sua influenza, alleandosi di volta in volta con qualche diverso popolo, per la difesa dei suoi territori. L’Italia era divisa, ma da poco il pontefice, alleandosi con Pipino il Breve, re dei Franchi, s’era agguantato il potere temporale, assicurandosi la nascita del primo piccolo embrione dello Stato della Chiesa. Tutto filava liscio, insomma, ma l’indebolimento dell’impero Bizantino (impero d’Oriente) minacciato dalla presenza dei Longobardi al confine decretava sempre più la necessità dell’istituzione di un nuovo impero. Come fare?

L’incoronazione più famosa della storia

A nulla servirono le promesse e gli accordi fra il papato e il re dei Longobardi, Desiderio e, alla morte di Pipino il Breve, il nuovo papa di Roma, Adriano I, decise per la rottura definitiva con la popolazione germanica. Nel frattempo, i territori papali erano sempre più minacciati, ma a gestire le sorti dei Franchi era salita al potere una delle personalità più forti e conosciute della storia, Carlo Magno, di lì a breve, padrone indiscusso di gran parte dell’Europa. Per questo, il pontefice non esitò a richiederne l’appoggio e, nominato papa Leone III, la situazione arrivò presto a definirsi. Era la notte di Natale dell’anno 800 quando, durante la messa Santa, Leone III incornò, dopo quasi 400 anni dall’ultimo Impero, Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente, coronando il sogno della renovatio imperii.


(Fonte: MeteoWeb)

Il 25 dicembre, all’interno della Basilica di piazza San Pietro, una sola corona bastò a far riemergere il sentimento antico di un impero che, riallacciandosi all’antica tradizione romana, si dichiarava, per un lato successore della missione universale di Roma, per l’altro di quella cattolica. Non a caso le prime esclamazioni del popolo, presente alla solenne cerimonia, fecero tutte riferimento all’appellativo di Augusto, primo imperatore della storia dell’antica Roma.

Curiosità sull’incoronazione di Carlo Magno

Le curiosità su questo magnifico evento, che vide ancora una volta protagonista la nostra bella Roma, non mancarono. Una fra le tante riguardò l’atto pratico della cerimonia: secondo alcune fonti fu il papa a porre la corona sulla testa del futuro Imperatore; secondo altri, al contrario, fu lo stesso Carlo Magno a prendere per mano di Leone III la corona, portandosela da solo al capo.


(Fonte: Studia Rapido)

La definizione di “Sacro Romano Impero“, poi, mai utilizzata durante l’impero di Carlo Magno, cominciò a circolare soltanto successivamente, più o meno intorno all’anno Mille quando, Impero e corona, passarono nelle mani dei Germani. Nonostante l’uso dell’appellativo “Imperatore Romano” cominciò a diffondersi con Ottone II, da fine dell’anno 900, la dicitura di “Impero romano” vide la luce per la prima volta nel 1034 e quella di “Sacro Impero” solo nel 1157. Per altro verso, sebbene Carlo fu incoronato primo Imperatore del nuovo Romano Impero, egli non vantava certo origini romane doc. Nè, ancora, si sa nulla sulle sue vere sembianze. Pare, infatti, che a noi non sia pervenuto nessun disegno circa le caratteristiche fisiche di Carlo Magno, rintracciabili soltanto nella biografia che ne dà il suo biografo Eginardo.