Quando a Roma, tanto tempo fa ci fu anche un Papa Mago, Silvestro II | Roma.Com

Quando a Roma, tanto tempo fa ci fu anche un Papa Mago, Silvestro II

Poco tempo fa abbiamo visto in alcuni articoli, la profezia che si dice avvolga Roma, la Chiesa e Papa Francesco e anche il curioso, quanto macabro evento in cui il pontefice Stefano VI fece riesumare il suo predecessore morto otto mesi prima Formoso, per metterlo a processo. Un altro Papa però ha catturato l’attenzione della storia e dei suoi contemporanei, Silvestro II, conosciuto da tutti come il Papa Mago.

Silvestro II, il Papa Mago

Al secolo Gerberto di Aurillac, Silvestro II fu il primo papa franzoso nella storia della Chiesa. Eletto al soglio pontificio nell’anno cruciale del 999 fu lui il primo a cospargersi il capo di cenere per invocare la clemenza divina allo scoccare del 1000, anno in cui si credeva avvenisse la fine del mondo. Grande studioso e sapiente, fu il precettore del futuro Re di Germania, Re d’Italia e Imperatore Ottone III, che fu anche un grande sponsor della sua elezione. Papa Silvestro II fu il primo a lanciare una crociata per liberare Gerusalemme e proteggere i pellegrini in viaggio in Terra Santa. Morì nel 1003 in circostanze misteriose che racconteremo tra qualche riga…

La scoperta del Tesoro di Augusto e il Guardiano

Nel medioevo in realtà, chiunque fosse molto sapiente poteva essere additato come mago. Per Silvestro fu questo il suo destino e molte leggende nacquero sopra la sua figura, come quella del rinvenimento del Tesoro di Augusto. Quando Gerberto, non ancora Papa, venne a Roma in pellegrinaggio trovò nel Campo Marzio, dove oggi sorge il Parlamento, una vecchia statua con il dito che indicava in un punto e una scritta sul suo basamento che recitava in latino: Percuoti qui. La statua era molto mal ridotta perché la maggior parte delle persone la colpiva su vari punti senza che però succedesse mai niente. Gerberto, osservando con attenzione, attese mezzogiorno e segnò con esattezza il punto che indicava l’ombra del dito. Nella notte insieme ad un suo aiutante tornò sul posto e scavato in quel punto trovò un tunnel sotterraneo che condusse i due in una stanza con un trono sormontato da una statua con una maschera d’oro e dodici sedili sormontati da statue con delle maschere d’argento. Al centro c’era il Tesoro di Augusto che se toccato metteva in movimento le statueintorno; l’unica cosa che poteva essere presa era un libro nero. Aperto il tomo uscì fuori uno spirito, una sorta di Genio, il quale confessò che avrebbe potuto prendere quel tomo su cui era scritto tutto il sapere a patto che lo leggessero insieme, perché alcune parti rimanevano segrete. Seil futuro Papa avesse tentato di tradire questo patto questo spirito lo avrebbe cercato per mare e terra, finché non lo avesse trovato. Gerberto, curioso e avido di sapere un giorno rubò il libro e lo cominciò a leggere appeso su un albero di modo che egli non si trovasse ne per mare e né per terra, ingannando così il Genio.

La sua morte e la sua tomba, la magia anche dopo la vita

Una profezia aveva rivelato direttamente a Papa Silvestro II che sarebbe morto dicendo messa a Gerusalemme. Il Pontefice dunqe pensò che sarebbe stato sufficiente non andare mai in Terra Santa, ma questa volta la sua astuzia non prese in considerazione che a Roma c’è una chiesa che detiene le reliquie di Gerusalemme e che porta nel suo titolo proprio il nome della città mediorientale, Santa Croce in Gerusalemme. Proprio durante la sua ultima messa infatti, Papa Silvestro II si sentì male, je prese un córpo e la sua ultima visione fu proprio del Genio, che lo aveva ritrovato. Egli chiese perdono di tutti i peccati a Dio e fece una richiesta molto particolare: attaccare il suo cadavere a due buoi e seppellirlo laddove questi si fermavano. Caso o Provvidenza volle che i due buoi arrivarono alla Basilica di San Giovanni in Laterano, ancora oggi è il luogo in cui è sepolto questo Pontefice. Un’ultima magia Silvestro la regalò fino al 1600. Si diceva infatti che quando dalla sua tomba trasudasse acqua si avvicinava irrimediabilmente la morte del Papa in carica. Innocenzo XI, forse impaurito da questa profezia, ordinò la riesumazione del cadavere per un’ispezione. Ciò che trovarono fu sconvolgente, il corpo di Silvestro II era ancora lì intatto e non appena entrato in contatto con l’aria esterna si dissolse di colpo! L’ultima magia era stata compiuta!

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