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Come si suol dire, quando la vorpe nun ariva all’uva dice che acerba e si sa tra Italia e Francia c’è sempre stata una rivalità molto accesa. Er paragone, va da sé, nun regge, Parigi potrà esse pure bella, ma niente a che vede con la Capitale, tanto che, l’ultima volta che i Franzosi, come si chiamano a Roma, so scesi da ‘sti pizzi, c’hanno lasciato in dono delle belle palle…sì ma de cannone!
L’ultima volta che i nostri cugini d’oltralpe sono scesi verso Roma, non fu un’occasione pacifica, ne tanto meno per fare un viaggio di piacere. Era il 1849 e a Roma grazie a Mazzini, Armellini e Saffi nasceva, il 9 febbraio, proprio la Repubblica Romana. I franzosi però non ci stavano e allora a forza di cannonate, fecero terminare il sogno dei democratici romani, rimettendo sul trono er Papa Re. La battaglia imperversata tra la primavera e l’estate del 1849 fu terribile, tanto da far decretare subito la resa da parte dei vertici della Repubblica Romana. A ricordo di quella lotta contro i francesi rimangono nella Capitale molte palle sparate dai cannoni dei franzosi e che procurarono non pochi danni a cose e persone. Oggi vi faremo fare un bel tour di Roma alla scoperta delle palle di cannone francesi!

La prima tappa di questo tour delle palle è proprio al centro di Roma, su via del Corso, a Palazzo de Carolis. Su una parete del cortile di questo palazzo, c’è una delle tante iscrizioni che costellano i muri di Roma in cui si ricorda il giorno e l’ora precisa in cui una palla di cannone andò a schiantarsi contro questo palazzo:
UN COLPO DI CANNONE FRANCESE | LANCIO’ UNA PALLA IN QUESTO | LUOGO IL GIORNO 20 GIUGNO 1849 | ALLE ORE 3 3/4 POMERIDIANE | DEL CALIBRO DA 24.
Purtroppo la palla di cannone non è più presente al contrario invece degli altri luoghi che adesso andremo a visitare. Arrivando a Piazza Venezia e risalendo su via Quattro Novembre potremo visitare Palazzo Colonna e vedere al suo interno proprio la palla franzosa, entrata da una finestra aperta e sparata durante quel mese di battaglia, che ha scheggiato e poi è rimasta incastonata in uno scalino di marmo. Dirigendoci verso il biondo Tevere e attraversandolo da Ponte Fabricio, uno dei più antichi ponti della Capitale, passeremo sulla perla del fiume romano, l’isola Tiberina. Anche qui, una palla di cannone sempre dell’esercito francese, spaccò le mura della chiesa di San Bartolomeo all’Isola e si conficcò sulla parete opposta, fortunatamente non colpendo nessuno e distruggendo solo una parte di muro. Proprio per non aver causato danni alle numerose persone che in quel momento si trovarono all’interno dell’edificio, questa cominciò ad essere chiamata la palla del miracolo. Percorrendo poi la strada che porta sulla terrazza del Gianicolo e che pota il nome dell’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, troveremo la chiesa di San Pietro in Montorio, anch’essa colpita e danneggiata dai cannoneggiamenti. Il fianco sinistro di quest’edificio infatti fu colpito da una palla franzosa e anche qui c’è una targa che ricorda quel terribile mese di giugno del 1849. L’ultima tappa di questo tour ci porta all’ingresso di Villa Pamphilj. A sinistra del cancello di quest’entrata progettata e realizzata dopo la battaglia di Roma dall’architetto Busiri Vici (1861-63) infatti vennero incastonate due palle di cannone. Come si potrà immaginare, la Capitale dopo la lotta era piena di queste palle e l’architetto, forse per ricordare questo evento decise di incastonarne due all’ingresso di questa villa. Una leggenda vuole che queste palle siano magiche, tanto da far avverare i desideri se le si accarezza!

Il tour sembrerebbe finito, ma parlando di palle di cannone non si può non menzionare la Fontana delle Palle, a Porta Castello. Tra le tante fontane di Roma, questa si distingue perché intorno al mascherone che eroga l’acqua è costruita una vera e propria piramide di palle di cannone! Realizzata da Pietro Lombardi nel 1927 questa fontana serviva principalmente come abbeveratoio per i cavalli ed è ispirata alle palle di cannone presenti nella vicina ex fortezza di Castel Sant’Angelo.
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