Floralia, festività dell'Antica Roma con giochi e rappresentazioni teatrali | Roma.Com

Floralia, festività dell’Antica Roma con giochi e rappresentazioni teatrali

I Floralia erano delle festività che si svolgevano per sei giorni nell’Antica Roma a fine aprile con rappresentazioni teatrali e giochi del Circo, ecco le fonti storiche e il programma

I Floralia, come nasce il rito e in cosa consiste

Nell’Antica Roma si celebravano dal 28 aprile al 3 maggio i Floralia, giochi in onore della dea Flora, protettrice dei boccioli. La prima edizione risale al 238 a.C., con la dedica del santuario del Circo, ad opera degli edili plebei come responso della consultazione dei Libri sibillini a causa di una carestia e in tale occasione era lasciato spazio agli scherzi e all’ebbrezza alcolica oltre all’esibizione di prostitute a teatro che rimanderebbe al legame metafisico tra il corpo umano e la fertilità vegetale, attraverso cui il rituale sacro avrebbe più effetto.

Dal teatro ai giochi, giorni di festa per tutto il popolo romano

Nei primi cinque giorni si celebravano i ludi scenici, rappresentazioni teatrali mentre i giochi erano relegati al giorno di chiusura. Le donne erano vestite con colori sgargianti, mentre gli uomini ornavano il proprio capo con ghirlande di fiori. Le attrici si spogliavano dietro richiesta del pubblico. Al Circo Massimo era data la caccia ad animali domestici come lepri e capre e semi erano sparsi in segno di offerta propiziatoria.

Alcune curiosità sulla dea Flora, protagonista di queste festività dell’Antica Roma

Il Tempio di Flora si trovava nei pressi dell’attuale piazza Barberini. Alla dea è dedicata la fondazione della città di Firenze, la Florentia Romana. Nel 17, l’imperatore Tiberio consacrò il tempio presso il Circo Massimo, ricostruito sulle rovine di quello che in precedenza era stato eretto dagli edili Lucio e Marco Publicio. Con il tempo fu vista come la dea della primavera dato che i suoi riti erano celebrati nel cuore di quella stagione. Flora era presente anche presso altri popoli italici. Sia i Sabini che i Vestini avevano un mese dedicato a lei, corrispondente al nostro luglio.

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