Goya e Caravaggio, due tele e mondi espressivi a confronto ai Musei Capitolini | Roma.Com

Goya e Caravaggio, due tele e mondi espressivi a confronto ai Musei Capitolini

Per la prima volta due capolavori di Goya e Caravaggio uno di fianco all’altro ai Musei Capitolini per un confronto tra due modi di dipingere ricchi di affinità per due pittori che hanno tracciato un solco nella pittura moderna

Goya e Caravaggio accanto a Roma, tra ribellione e verità

Nella Sala Santa Petronilla della Pinacoteca dei Musei Capitolini per la prima volta uno a fianco all’altro la Buona Ventura di Caravaggio e il Parasole di Francisco Goya concesso in prestito dal Museo Nazionale del Prado di Madrid. Quest’ultimo torna a Roma dopo 23 anni. Il progetto espositivo, dal titolo Goya e Caravaggio: verità e ribellione, intende mettere in risalto come i due grandi artisti furono abili interpreti della società del loro tempo e come l’abbiano descritta, introducendo nel loro linguaggio figurativo novità iconografiche e stilistiche.

Due pionieri di un nuovo modo di dipingere, gli orari e i costi della mostra

Un confronto tra due opere lontane nel tempo ma che annunciano il passaggio verso una nuova epoca. Caravaggio è considerabile come il primo pittore moderno mentre Goya il primo dei romantici. Entrambe le tele appartengono all’attività giovanile dei due artisti, i protagonisti sono due persone ritratte in scene di vita quotidiana. Visitabile fino al 25 febbraio, il percorso espositivo ha il seguente orario di apertura: 9.30-19.30. L’accesso è gratuito, consentito a chi detiene il biglietto di ingresso per i Musei Capitolini, acquistabile online.

Le novità del dipinto di Goya e i suoi tratti stilistici

Il Parasole è uno dei cartoni preparatori realizzati da Goya per il ciclo di arazzi destinati a decorare la sala da pranzo del Palazzo del Pardo a Madrid, la residenza di caccia del futuro re Carlo IV e sua moglie Maria Luisa di Parma, datato 1777. Per la prima volta nessun tema di caccia o composizione allegorica, secondo la tradizione fiamminga, ma scene ispirate al mondo reale, con una giovane donna protetta dall’ombrellino, oggetto in voga all’epoca, con colori sgargianti delle sue vesti che la rendono seducente e con un gioco di luci e ombre sul suo volto.

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