GRA Turismo, uscita 19: l’autostrada A1 Milano Napoli, l’autosole | Roma.Com

GRA Turismo, uscita 19: l’autostrada A1 Milano Napoli, l’autosole

La rubrica GRA Turismo continua e stavolta vi portiamo alla scoperta di una zona immersa nel verde e nella storia, la cosiddetta “autostrada del sole”, la A1 Milano – Napoli.

Il ricordo del castello di Torrenova

La 19esima uscita del Grande Raccordo Anulare è l’autostrada A1 che collega Milano alla città di Napoli. Questa è un percorso di 760 chilometri che attraversa le più belle città dell’Italia, ovvero Bologna, Firenze e la nostra amata Capitale, Roma.

Uno degli svincoli della lunga autostrada conduce a Torrenova, una zona romana nella quale giacciono i resti di un antico castello, detto appunto di Torrenova. In realtà questa struttura nasceva prima come casale, ed era la proprietà della famiglia Bove. Questo negli anni era passato a diverse famiglie nobili, tra cui i Cenci che lo avevano reso maestoso e ricco di elementi. A causa di un complotto però le proprietà di questa famiglia ed il casale stesso vennero confiscate. Passarono così alla Camera Apostolica che vendette la struttura al nipote di Papa Clemente VII.

Il casale venne poi ampliato e vi fu costruito intorno un grande castello che poi passò insieme alla tenuta alla famiglia Borghese. Nel 1900 però l’intera struttura venne separata e le sue parti furono vendute ed usate per altri scopi. Le vecchie scuderie e stalle ad esempio oggi sono delle piccole botteghe nelle quali è possibile trovare di tutto. Le parti interne del castello sono invece diventate delle case mentre un’altra parte della struttura nel dopoguerra è stata una scuola.

Il fiabesco parco di Villa Torlonia

Proseguendo per l’autostrada del sole A1 si arriva a Frascati, un piccolo gioiello dei Castelli Romani nel quale si trova il Parco Monumentale di Villa Torlonia. Quest’ultima è un palazzo che per anni ha ospitato colui che tradusse la storica opera di Virgilio, L’Eneide. Dopo la morte dello scrittore la villa però passò al cardinale Scipione Borghese che restaurò la villa e fece costruire i giochi d’acqua che si trovano ancora oggi nel parco. Questi sono quello che rimane dell’intera struttura che ha subito i bombardamenti del 1943. Oggi infatti rimane solo il ricordo di alcune ville che si trovavano nella città e che vennero rase al suolo dalla guerra.

Il giardino invece è presente in tutto il suo splendore ed è un piccolo spettacolo per gli occhi. Si trova vicino al centro storico della città e dal suo belvedere si può vedere la Capitale.

Passeggiare nel giardino poi permette di osservare i suoi giochi d’acqua che iniziano da una grande peschiera e che si distribuiscono poi in tutto il parco per poi arrivare ad un bacino. A completare questo scenario incantato vi è poi una parete che viene arricchita con delle nicchie scavate nelle arcate e riempite con delle statue. Un luogo quasi fiabesco che ricorda le grandi ville con i loro giardini che si trovano sparse per l’Italia.

Un ninfeo sommerso nel mare

Percorrendo il tragitto che la lunga autostrada compie, si arriva poi alla scoperta di un ninfeo che è sommerso dal mare. Questo è il Ninfeo di Punta Epitaffio, un santuario dedicato alle ninfe nel quale si svolgevano anche dei banchetti che si trova all’interno del Parco sommerso di Baia, una città che si trova nelle profondità del mare, i cui resti ricordano una piccola Pompei.

Si tratta di un posto davvero particolare, che probabilmente è stato costruito ai tempi dell’Imperatore Claudio e che è stato scoperto nel 1969 grazie a degli scavi che sono riusciti a trovare un gruppo di statue in marmo ben conservato. Alcune di queste statue si trova oggi nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei, mentre altri elementi sono stati riportati negli abissi.

Le statue che sono state ritrovate rappresentano quindi alcuni personaggi della storia romana come ad esempio la madre di Claudio, Antonia Minore, il dio del vino Bacco ed Eros. Sono state poi ritrovate delle statue che rappresentano Ulisse e i suoi compagni nell’intento di accecare Polifemo, il ciclope che li aveva imprigionati.

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