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Il 25 dicembre è una giornata fondamentale per la religione cristiana, durante la quale viene celebrata la nascita di Gesù. Anche in altre culture però questo giorno era considerato sacro. Scopriamo insieme il perchè!!
Tra le divinità che festeggiano il compleanno il 25 dicembre vi è Horus, l’egiziano dio del Sole. Nella religione viene rappresentato con il corpo di un uomo muscoloso e la testa di un falcone. Questo perchè Horus ha la capacità di volare nel cielo, esattamente come il falco, che spicca il volo per andare a caccia di animali. Di conseguenza Horus è considerato come il dio della caccia che tutto vede, anche grazie ai suoi occhi che sono composti dal sole e dalla luna.
La storia della sua nascita è davvero particolare. Horus è figlio di Iside ed Osiride, gli dei principali della religione egizia. Prima della sua nascita Osiride era stato assassinato da suo fratello Seth che voleva per sè la bella Iside. La dea però era follemente innamorata di Osiride, per questo motivo con l’aiuto di un’altra dea lo aveva fatto risorgere. Per celebrare poi la risurrezione di Osiride, le divinità si sono unite ed è nato così Horus.
La sua nascita oggi si festeggia durante il solstizio d’inverno, a ridosso del 25 dicembre. Con questa data ricorre la nascita del Sole, che lentamente scioglie il freddo dell’inverno portando la primavera.

Oltre 3000 anni fa in Babilonia il 25 dicembre si festeggiava il dio Sole Shamash, chiamato anche Utu. Questo era anche il dio della giusitizia ma anche della predizione. Riusciva infatti a vedere ogni cosa, ovvero il passato, il presente ed il futuro.
Shamash aveva come moglie Ishtar, una dea che assomigliava molto all’egiziana Iside. Dall’amore delle due divinità era nato Tammuz, un dio considerato l’incarnazione del Sole. Era il protettore della vegetazione ed infatti simboleggiava la forza vitale dei campi.
Veniva raffigurato con un’aureola dalle dodici stelle che simboleggiavano i segni zodiacali. La sua storia poi è davvero strana e ricorda molto quella della religione cristiana. Le leggende raccontano infatti che Tannuz era deceduto e che poi dopo tre giorni era risorto. Per questo motivo per molto tempo si è svolto il culto della divinità, nato per simboleggiare la sua discesa all’oltretomba ed il suo ritorno sulla terra, che viene celebrata ogni 25 dicembre.
A Maeshowe in Scozia, è stato per esempio ritrovato un tumulo risalente al 2700 A.C. e contenente un enorme ingresso a forma di tunnel. La sua particolarità è che questo viene totalmente attraversato dalla luce del Sole nascente solamente durante il solstizio invernale, come per simboleggiare il ritorno di Tannuz.

Anche nell’antica Roma il 25 dicembre ed in generale le prime giornate dell’inverno erano importanti. Si celebrava infatti la rinascita di Dioniso, il dio del vino. Alcune leggende raccontano che quando Dioniso era ancora un fanciullo, era stato ucciso dai titani, fatto e pezzi ed infine cotto in un calderone. Pare che i titani fossero stati istigati da Giunone che era particolarmente gelosa della relazione che Giove aveva con la bella Prosperpina, da cui era nato Dioniso.
Fortunatamente però il corpo del piccolo dio era stato poi ritrovato da sua nonna Opi, che lo aveva ricostruito e riportato poi in vita. Per questo motivo quindi alla fine di dicembre si festeggiava la rinascita di Dioniso. Era un momento felice, di festa chiamato “delle donne selvagge” o anche “Lenaea“.

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