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Oggi si festeggia la giornata mondiale della posta. Per questa ricorrenza vi raccontiamo come si consegnasse nell’Antica Roma, un’epoca lontanissima da quella di oggi quando si inviano documenti con un click

Oggi si festeggia la giornata mondiale della posta. Per questa ricorrenza vi raccontiamo come si consegnasse nell’Antica Roma, un’epoca lontanissima da quella di oggi quando si inviano documenti con un click e oggetti nel giro di poche ore ovunque. C’è uno spartiacque fondamentale in questa storia ed è l’impero di Ottaviano Augusto. Prima, infatti, la spedizione della posta era un affare privato. I cittadini più umili si affidavano a parenti, amici o mercanti mentre i più ricchi avevano i loro schiavi o impiegati personali adibiti a questa funzione. Fu proprio il successore di Cesare a cercare di creare un servizio postale statale, un obiettivo ambizioso che testimonia la sua volontà di creare un ponte tra Roma e le province del fiorente e vasto impero.

Consegnare la posta nella cerchia di una città non rappresentava un problema ma la questione si complicava molto sulle lunghe distanze. Per percorrere la strada da Roma a Pompei si impiegavano dai 4 ai 6 giorni, a seconda che si andasse a piedi o a cavallo. Il buon esito del viaggio poteva cambiare le sorti della Storia, motivo per cui le comunicazioni ufficiali o più importanti venivano copiate e affidate a persone diverse, riducendo così il rischio di non vederle arrivare a destinazione. Anche dichiarazioni di guerra, comunicazioni di una possibile congiura o altri fatti determinanti per l’andamento dello Stato erano, infatti, comunicati attraverso queste modalità.

Il sistema di consegna si fa più regolare ed efficace con Augusto, anche perché può godere di uno straordinario sistema infrastrutturale. A facilitare i lunghi viaggi dei messaggeri fu la costruzione di stationes, che permettevano al postino di ristorarsi e cambiare cavallo. Nel periodo imperiale romano, lungo tutto il percorso viario si contavano 111 stazioni di sosta con relative scuderie e Ottaviano si occupò personalmente di questo settore. Ogni 16-20 chilometri il tabellario trovava una stazione di posta dove poteva cambiare i cavalli e ogni 50-85 chilometri incontrava le più vaste strutture nelle quali poteva pernottare e rifornirsi delle provviste necessarie: questi edifici erano collocati presso le fermate di sosta più importanti e quindi vicini alle grandi città.

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