Le Hilaria, il pesce d'aprile romano per festeggiare l'inizio della primavera | Roma.Com

Le Hilaria, il pesce d’aprile romano per festeggiare l’inizio della primavera

Le Hilaria erano una festività dell’Antica Roma per celebrare Cibele, madre di tutti gli Dei, e l’arrivo della primavera, con una lunga processione e il consenso di dare vita a ogni forma di scherzo anche nei confronti delle più alte cariche dello Stato

Le Hilaria, festa che celebra l’inizio della primavera

Tra il 25 e il 26 marzo si celebravano nell’Antica Roma le Hilaria, festività in onore della dea Cibele, ritenuta madre di tutti gli Dei. Scelta questa data perché successiva all’equinozio di primavera, quindi il primo giorno dell’anno in cui il periodo di luce è più lungo di quello della notte, con il fine di rendere omaggio al graduale svanire dell’oscurità dell’inverno in attesa della stagione più solare, come se fosse un corrispettivo del nostro cambio d’ora che avviene ogni ultima domenica di marzo.

Le Hilaria, l’antesignano del pesce d’aprile

La particolarità di questo giorno di festa era il permesso di dare vita a qualsiasi forma di scherzo o gioco, con la predilezione per il mascheramento al punto che gli storici ritengono che sia una sorta di antesignano del pesce d’aprile odierno. Ad ognuno era permesso assumere l’identità e l’aspetto di ciascuno, persino di appartenenti ad alte cariche pubbliche come i magistrati. Nulla si sa dei riti celebrati in questa festività in epoca repubblicana, fatta eccezione per quanto afferma Valerio Massimo che ci informa del fatto che in onore della madre degli Dei venivano svolti dei giochi.

Le Hilaria, la fonte di Erodiano, dalla processione alla cospirazione verso Commodo

In epoca imperiale la fonte è Erodiano che ci testimonia dell’organizzazione di una lunga processione dove era trasportata una grande statua della dea, di fronte a cui erano esposti oggetti oggetti preziosi ed opere d’arte appartenenti ai più facoltosi della città ed all’Imperatore stesso. Lo storico ci narra anche di un complotto tramato da Annia Lucilla contro il fratello Commodo durante queste festività e che prevedeva che il prefetto e i suoi si   travestissero da membri della Guardia Pretoriana per poi mescolarsi a quella vera e propria, fino ad arrivare alle stanze di Commodo ed ucciderlo. Ma uno dei complici del prefetto Materno rivelò il complotto e per questo motivo tutti i cospiratori furono catturati.

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