Commodo, lo spietato imperatore gladiatore | Roma.Com

Commodo, lo spietato imperatore gladiatore

Veniva proclamato imperatore proprio il 17 marzo ma negli anni si era rivelato incapace di regnare. Commodo oggi è conosciuto come uno dei peggiori imperatori della storia di Roma, che negli anni è riuscito a farsi odiare da tutti, perfino dagli dei.

Tale padre ma non tale figlio

Era considerato uno dei peggiori imperatori della storia di Roma e veniva incoronato proprio il 17 marzo di molti secoli fa. Commodo era sicuramente un Imperatore diverso da suo padre, il grande Marco Aurelio. I due uomini erano molto simili tra loro per l’aspetto fisico ma probabilmente questa era la sola cosa che avevano in comune. Commodo infatti a differenza di suo padre era un uomo vanitoso, spietato e si era rivelato subito una persona poco adatta a ricevere il titolo dell’imperatore.

Si era ritrovato a regnare subito dopo la morte di Marco Aurelio, che era deceduto nella città di Vindobona. Entrambi si trovavano in guerra contro i Marcomanni, i Quadi e i Buri, per questo motivo poco prima di morire Marco Aurelio aveva chiesto al figlio di concludere degnamente la guerra. Avrebbe dovuto sconfiggere i propri nemici e poi sarebbe potuto tornare a Roma.

Commodo però non era intenzionato a rispettare l’ultimo volere del padre, poiché il suo desiderio era semplicemente quello di tornare a Roma. Fortunatamente però anche i popoli nemici erano sfiniti dalla guerra e avevano così proposto delle condizioni di pace che Commodo aveva accettato subito. Finalmente Commodo poteva fare rientro a Roma nelle vesti d’imperatore e dare quindi inizio al suo impero.

Un uomo tanto forte quanto spietato

Sin da subito Commodo si era quindi rivelato un imperatore poco adatto a pensare al benessere del suo popolo. Commodo infatti non aveva altri interessi che i suoi e per questo motivo era odiato da molti, ma soprattutto dal Senato.

In tanti infatti avevano cercato di porre fine alla sua tirannia, ma non ci erano mai riusciti. Commodo si rivelava sempre troppo furbo o in alcuni casi troppo fortunato. Anche sua sorella Anna Lucilla aveva cercato di ucciderlo. Insieme ad alcuni uomini tra cui il senatore Quinziano aveva organizzato l’assassinio del fratello. Commodo però era riuscito a sfuggire al tentato omicidio e aveva fatto uccidere i vari congiurati.

La congiura aveva reso ancora più spietato Commodo, che da quel momento aveva iniziato a uccidere chiunque fosse in contrasto con il suo volere, anche chi aveva semplicemente dei beni in più di lui.

Tutti quindi temevano Commodo e la sua ira, soprattutto quando lo vedevano lottare nell’arena insieme ai gladiatori. L’imperatore amava lottare davanti a un pubblico, soprattutto contro gli animali feroci. Le leggende infatti raccontano che Commodo aveva addirittura ucciso ben 100 leoni in un solo giorno. Era un uomo davvero forte e per questo motivo anche i senatori lo lodavano durante il combattimento.

L’amore per la lotta che porta alla morte

Commodo amava davvero combattere insieme ai gladiatori. Durante le lotte poi adorava vestirsi come loro. Addirittura voleva indossare i loro vestiti in occasione del Capodanno romano ma questo gesto avrebbe abbassato ancora di più la sua reputazione. Sua moglie Marcia insieme ad altri uomini aveva quindi cercato di allontanare l’imperatore da questa folle idea, ma in cambio aveva solo ottenuto delle minacce da parte sua.

Di conseguenza sua moglie Marcia aveva organizzato una nuova congiura, con lo scopo di uccidere l’imperatore. Inizialmente aveva progettato di avvelenare Commodo ma non era riuscita nel loro intento. Ancora una volta la fortuna aveva aiutato l’imperatore. Era servito infatti l’aiuto dell’atleta Narcisso per poter strangolare il tiranno e liberare così Roma dall’imperatore gladiatore.

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