Paesaggio primo, la mostra nei ricordi d'infanzia di Silvia Codignola | Roma.Com

Paesaggio primo, la mostra nei ricordi d’infanzia di Silvia Codignola

Il museo Maja Arte Contemporanea di Roma ospita la mostra a ingresso gratuito Paesaggio primo di Silvia Codignola, un viaggio nella memoria dell’infanzia dell’artista con posti che finiscono per abitare dentro di noi

Paesaggio primo, il percorso nei ricordi di Silvia Codignola

Maja Arte Contemporanea, in via di Monserrato 30 a Roma, ospita fino al 27 maggio la mostra a ingresso gratuito Paesaggio primo di Silvia Codignola, un viaggio nella memoria dell’infanzia dell’artista piemontese, di un luogo legato al periodo delle vacanze, una casa dove ritrovare gli oggetti nello stesso posto in cui si erano lasciati l’anno prima, il profilo di un paesaggio immutato e che sembra attendere il nostro stagionale ritorno, posti che finiscono per abitare dentro di noi. Dipinti, sculture e acquerelli che raccontano lo spazio sospeso di un’estate metaforica, tra rocce assolate dove si riposano i bagnanti, tra amache che oscillano il proprio ospite, il paesaggio è concepito come un luogo psichico, che esprime la nostra connessione con la storia di chi ci è vicino e della collettività.

Paesaggio primo, la descrizione critica di Lorenzo Canova

Lorenzo Canova illustra la mostra con il suo testo critico in cui mette in evidenza quanto Silvia Codignola miri a conservare frammenti preziosi di memoria celati tra le mura di una casa estiva, portandoci alla scoperta dell’eterno ritorno nelle stanze di quella che chiama la sua casa-metronomo, un luogo immerso nel passaggio ciclico delle stagioni che conduce lo sguardo e il pensiero attraverso le metamorfosi e i meandri del proprio essere. Questo percorso è legato a quella speciale visione metafisica che caratterizza l’opera della pittrice.

Paesaggio primo, gli orari e il senso di mistero di questa mostra

La pittura dell’artista è legata alla sua formazione architettonica, in un’espansione plastica che trova un approdo tridimensionale nella scultura dove i corpi sono inseriti nelle cubature di una scatola affine al palco limitato e chiuso evocato in un testo di Giorgio de Chirico, scelta stilistica che contribuisce a creare un senso di mistero che si respira nei suoi quadri e nelle sue tele. L’itinerario di questa mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 15.30 alle 19.30 e il sabato dalle 11 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15 alle 19.

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