Regina Horti: un insieme di contrasti racchiusi in un percorso fatto di attimi | Roma.Com

Regina Horti: un insieme di contrasti racchiusi in un percorso fatto di attimi

I quadri che espone rappresentano degli attimi di tempo, ma mettono anche a confronto due ambienti di Roma molto diversi tra loro, ovvero un rigoglioso giardino e un triste carcere. Sei pronto a perderti nella loro bellezza?

Degli attimi riportati sulla tela

Non sono dei semplici quadri quelli che l’artista espone in questa mostra, ma dei frammenti di tempo, che sono stati prima ripresi all’interno dell’Orto Botanico di Roma attraverso una telecamera e che poi con dei leggeri colpi di colore trasformati in dipinti attraverso le tecniche della pittura, del disegno e del collage.

In queste settimane tutte queste opere sono state unite per creare un percorso che prende il nome di “Regina Horti“. Si possono vedere nella Serra Espositiva del Museo Orto Botanico di Roma fino al 22 ottobre, per ammirarne la bellezza e capire che dietro queste veloci e leggere pennellate c’è molto più di quanto possa sembrare.

Due luoghi totalmente diversi tra loro in un solo dipinto

Quelli che vengono riportati in questi dipinti non sono infatti solamente degli attimi che sono stati catturati e rielaborati sulla tela, ma le rappresentazioni di due ambienti tanto vicini quanto diversi tra loro. All’interno dei quadri non viene infatti raffigurato solamente il rigoglioso giardino dell’Orto Botanico, ma è presente anche l’austero carcere Regina Coeli, che si trova a pochissimi passi dal giardino.

L’artista Laura Federici ha voluto rappresentare questi due luoghi all’interno degli stessi dipinti per evidenziare i grandi contrasti che ci sono tra i due ambienti, che nonostante siano particolarmente vicini tra loro, sono praticamente l’uno l’opposto dell’altro, sia per come sono strutturati, che per ciò che ospitano al loro interno.

Allo stesso tempo ha voluto ripercorrere le esperienze lavorative che ha avuto in questi luoghi, dato che ha avuto modo di lavorare sia all’Orto Botanico che al carcere, a contatto con i detenuti. Il risultato finale è quindi una mostra tanto personale quanto suggestiva, che non lascia indifferente lo spettatore, ma che lo fa perdere nella bellezza delle opere e nei pensieri che possono lasciare.

Il risultato di un’esperienza immersiva

Data quindi l’esperienza dell’artista, la mostra non può quindi che prendere vita nella Serra Espositiva del Museo Orto Botanico di Roma. È un luogo nel quale ha avuto modo di trascorrere molto tempo a scrivere, disegnare o semplicemente mediare.

Non poteva quindi che essere questo il luogo in cui portare il risultato di quest’esperienza immersiva in questo polmone verde di Roma.

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