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Zerocalcare per noi resta un giovanotto, pure nei suoi 37 anni! Eccellenza made in Rome, uno dei fumettisti più particolari d’Italia festeggia oggi il compleanno. Ma chi è Zerocalcare? Qui qualche piccola curiosità…
Tanti di voi avranno letto uno dei suoi libri a fumetti, qualcuno si sarà divertito a seguire la sua rubrica Rebibbia Quarantine durante un noto programma di LA7 ogni venerdì sera, qualcun altro si sarà lasciato rapire dal suo modo a tratti apatico a tratti divertente di fare: Michele Rech, nato a Roma, classe ’83, in arte Zerocalcare, ha ormai agguantato, con prepotenza e savoir fare sui generis, la scena fumettistica italiana riscuotendo grande successo, ormai qualche anno fa. A fare d’apripista ai suoi capolavori, per lo più in bianco e nero, La profezia dell’armadillo (2011), un albo a fumetti, prodotto dal disegnatore Makkox, e ristampato per un numero di volte che abbiamo smesso di contare! L’armadillo d’altra parte è il segno distintivo dell’autore che, proprio in questo strano personaggio, cerca di proiettare tutta la sua sfuggente personalità. Già, perché Zerocalcare, tuta perenne e impaccio pure, probabilmente vede, nella forma d’arte divertente, satirica e pure un po’ di nicchia del fumetto, la possibilità di esprimere liberamente ogni suo pensiero, dal più blando al più profondo: i suoi capolavori di scrittura ne sono un esempio. Perciò, probabilmente, alla fine del 2019 ha raggiunto il traguardo del milione di copie vendute dei suoi libri!
Non a caso, i suoi fumetti non fanno che vincere premi, così come il suo comics blog: il Gran Guinigi per la migliore storia breve al Lucca Comics & Games; il Premio Giornalistico Archivio Disarmo – Colombe d’oro per la Pace del 2017; il Premio Micheluzzi come “miglior fumetto” al Napoli Comicon e via dicendo. Un bottino che altro non fa, se non confermare il genio romano che è! Nato come fumettista web, Michele Rech aka Zerocalcare non si tira mai indietro, un po’ come le sue storie, vicende continuamente accattivanti e dal taglio ironico legate spesso a suoi racconti personali. Così, uno dei fumettisti, al momento più bravi d’Italia, si mostra in scena col più schietto realismo di sempre: non importa far apparire, importa essere, per questo ogni sua descrizione, dettata da scelte linguistiche non indifferenti, talmente puntuali e precise, altro non chiede, se non portare alla luce la verità. Insomma, se state pensando si tratti dei soliti fumetti tutto fumo e niente arrosto, Zerocalcare vi stupirà! Lo stesso cast dei fumetti rispecchia la sua nicchia di affetti e di amicizie.
(Fonte: Fumettologica)
Sapete perché scelse lo pseudonimo Zerocalcare? Pare che, Michele, scelse in fretta e furia questo nome, prendendo in prestito le parole di uno spot pubblicitario, per usarlo come username all’interno di un forum di discussioni online. Fin da giovane, inoltre, Zerocalcare si dedica alla realizzazione di locandine per centri sociali, movimenti politici dal basso, concerti e gruppi punk, non avendo paura di schierarsi con chi ha più bisogno, sempre con tono arguto e attento. A questo proposito nel 2015, coadiuvato dalla rivista Internazionale, scrive un reportage a fumetti sul viaggio intrapreso alla volta di Kobane, una città curda della Siria, in lotta per l’indipendenza contro le milizie dello Stato Islamico, per confluire il tutto nel libro Kobane Calling. Infine, dovete sapere che, la sua “stranezza” è tutta naturale e dovuta all’adesione alla filosofia Straight Edge, per dirlo con le sue parole “la branca bacchettona del punk – l’hardcore punk -, che non assume sostanze che creano dipendenza o alterano la coscienza“.
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