"A buffo", l'espressione che sembra essere divertente ma che in realtà non lo è | Roma.Com

“A buffo”, l’espressione che sembra essere divertente ma che in realtà non lo è

È un’espressione apparentemente simpatica che spesso è oggetto di fraintendimento, perchè sembra significare una cosa, ma in realtà intende qualcosa di totalmente opposto. Conoscete il vero significato del “buffo” e dell”a buffo”?

Un dialetto che incuriosisce

È un dialetto che ha sempre incuriosito le persone che non lo conoscono a causa dell’ironia e dei tanti colori che contengono le sue espressioni. Tante sono le persone che cercano di capirlo e di impararlo, andando anche a tradurre le sue parole in italiano corretto, ma poche sono quelle che lo comprendono davvero.

Spesso il romanesco ha delle parole, dei modi di dire che sono molto simili all’italiano corretto, ma che in realtà hanno un significato totalmente diverso. Basta pensare all’espressione “a buffo“, che sembra indicare qualcosa di divertente, quando invece rappresenta l’esatto opposto.

Un fraintendibile modo di dire

Non è un’espressione divertente, a differenza di quanto si potrebbe credere e spesso è anche oggetto di fraintendimento. Una persona che non vive a Roma e che quindi non sa cosa s’intende per “buffo”, potrebbe pensare che si riferisce a qualcosa che fa ridere o quantomeno sorridere.

In realtà in romanesco la parola “buffo” vuol dire “debito“. Di conseguenza una persona che “è piena di buffi” oppure che semplicemente “fa i buffi” vuol dire che è indebitata fino al collo.

In altri contesti però il “buffo” potrebbe avere un altro significato. Può essere infatti un ottimo sostituto del modo di dire “a vanvera” oppure dell'”a caso”. Si usa infatti in un momento in cui una persona si ritrova a dire oppure a fare qualcosa che non ha alcun senso e che di conseguenza agisce “a buffo”.

Un’origine incerta

Oggi il “buffo” è considerato un’espressione che viene usata nel dialetto del centro Italia e soprattutto a Roma, ma in realtà non è ben chiaro dove potrebbe essere nata. Qualcuno infatti pensa che abbia delle origini genovesi o veneziane e che nasca dal suono che facevano i tagliaborse nel momento in cui colpivano le loro vittime.

C’è poi chi crede che il “buffo” abbia delle origini francesi e che derivi dall’espressione “faire bouf”, che in francese vuol dire “andarsene senza aver pagato”. Non è quindi chiaro dove nasca questa particolare parola ma è certo che in qualsiasi caso non bisogna fidarsi di chi “ha i buffi”.

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