Alla Matricianella i ricordi sono trasformati in pietanze dallo chef Fabbrotti | Roma.Com

Alla Matricianella i ricordi sono trasformati in pietanze dallo chef Fabbrotti

Nel cuore della Capitale si trova il ristorante Matricianella, fondato quasi 70 anni fa da una famiglia di Amatrice e in cui, grazie all’originalità dello chef Fabbrotti i ricordi sono trasformati in piatti tutti da scoprire

Matricianella, il ristorante dove la tradizione è di casa

Dal 1957 nel centro di Roma, tra il Palazzo e la Piazza di San Lorenzo in Lucina, è aperto il ristorante Matricianella, fondato da una famiglia di Amatrice. Dal 1995 il locale è gestito da Giacomo e Grazia Lo Bianco, fratello e sorella, che hanno proseguito l’esperienza culinaria dei predecessori e nel solco della tradizione hanno continuato a offrire nei piatti i sapori tipici del territorio, nel rispetto delle ricette e delle cotture tradizionali, con l’utilizzo di una materia prima di alto livello, proveniente da realtà locali e da piccoli allevatori.

Le ricette rispettate in ogni passaggio, parola dello Chef

In cucina le pietanze sono preparate dallo Chef Giovanni Fabbrotti che cerca di far vivere un’esperienza non solo gustativa ai clienti, con piatti che riportano a sensazioni di quando si era piccoli, con sughi semplici e un’idea di cucina casereccia. Questa scelta rende il locale appetibile non solo per i turisti, desiderosi di provare i veri piatti della città, ma anche per i romani stessi, spesso critici se determinate ricette non sono eseguite seguendo tutti i passaggi corretti.

Il menù rigorosamente made in Roma, tutti i piatti tipici a disposizione del cliente

Ma passiamo al menù. Il rispetto della tradizione riprende anche la scansione dei giorni della settimana, con il baccalà il martedì e il venerdì, gli gnocchi il giovedì e la trippa il sabato. La carta è fedele ai piatti di Roma, dai primi come i bucatini all’amatriciana o la carbonara, i rigatoni con pajata o con coda alla vaccinara, ai secondi come la coratella d’abbacchio con carciofi, i saltimbocca, la coda alla vaccinara o l’abbacchio al forno con patate.

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