“Chi nun risica nun rosica”: il detto perfetto per gli audaci
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Scopriamo insieme la differenza tra boro, coatto e burino, tre diverse categorie di romano, tutte accomunate dai modi di fare volgari e maleducati, spesso dipinti con ironia in commedie italiane
Sono tante le categorie per definire un abitante di Roma. Le più divertenti sono coatto, burino e boro. Scopriamo insieme le differenze. Partiamo dal coatto, tipologia di individuo che, in realtà, si è diffusa in tutta Italia con diverse varianti anche se il vero coatto è presente solo nella Capitale con un outfit inconfondibile per riconoscerlo. A identificarlo infatti una catena d’oro al collo, una golf modificata come macchina e la camicia aperta fino a metà busto.
Il suo obiettivo è uno e uno solo, quello di farsi notare, ostentando quello che ha, in molti dei casi decisamente inferiore al suo modo di comportarsi in pubblico, e con l’ampio ricorso alle urla per farsi notare e modi di fare piuttosto maleducati. L’esempio più limpido e divertente di coatto ce lo offre un macchiettista del mondo romano e non solo, Carlo Verdone, nel personaggio di Moreno in uno dei suoi cult, il film Grande, grosso & Verdone.
Passiamo poi all’identificazione del burino. A caratterizzarlo è il fatto di abitare fuori dai confini della città, cioè del Grande Raccordo Anulare, quindi proviene dalla campagna e non ha fatto propri i modi di fare dei cittadini di Roma. Infine il boro è la versione burina del cittadino romano, nato e vissuto all’interno del Raccordo ma con modi rozzi e da zotico. A differenziare il boro dal coatto invece è l’abbigliamento. Se il coatto sceglie la camicia e il jeans classico, il boro indossa tute e abiti sportivi in ogni stagione e contesto.
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