I Lupercalia: l’antica festa romana tra riti e leggenda
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Roma negli anni ci ha regalato tantissimi proverbi, alcuni dei quali sono diventati internazionali. Il più conosciuto però è sicuramente “tutte le strade portano a Roma”. Ma sarà vero tutto questo? O si tratta solo di un detto metropolitano? Scopriamolo insieme
Roma è una città fondamentale per l’Italia ed al tempo stesso lo è anche la sua lingua, il romano. È proprio dai romani che nel tempo si sono acquisite tantissime cose, tra cui i proverbi, che sono entrati a far parte della cultura non solo italiana ma mondiale.
Ad esempio da loro si è imparato che “Morto un papa se ne fa un altro”, ovvero che nessuno alla fine è indispensabile perché poi verrà sempre sostituito da qualcuno; oppure che “Si Roma c’ avesse er porto Napoli sarebbe n’orto”, cioè che se Roma avesse un porto sicuramente Napoli diventerebbe inutile.
Il proverbio più celebre della cultura romana è però “Tutte le strade portano a Roma” che metaforicamente parlando vuol dire che qualunque decisione prendiamo, questa ci porterà comunque alla stessa direzione. Si tratta di una frase che inizia ad essere particolarmente usata nel Medioevo e che nei secoli si è diffusa in tutto il mondo.
Il detto però fa sorgere spontanea una domanda, ovvero se davvero tutte le strade portino a Roma.
Effettivamente si, ogni strada alla fine conduce a Roma ed alcuni architetti tedeschi hanno avuto modo di dimostrarlo, realizzando una mappatura che raffigura tutte le strade romane ed i loro collegamenti. Quindi in questo caso non si tratta solo di un proverbio ma anche di una vera realtà.
In passato Roma è stata infatti una grande città conquistatrice, per cui in epoca espansionistica, il sistema stradale è stato organizzato per far si che da qualsiasi parte si potesse giungere alla capitale. Roma infatti aveva una rete di strade consolari che si collegavano alle province ed in particolar modo ai loro centri. In questo modo era possibile permettere che l’impero romano fosse stato del tutto unitario, favorendo così il commercio e l’integrazione.
All’interno dell’impero infatti tutte le province avevano la stessa moneta e le forme legislative e tutti parlavano le stesse lingue, ovvero il latino ed il greco.
In tempo di guerra poi le strade erano considerate come le più grandi infrastrutture militari, perché permettevano agli eserciti di potersi spostare liberamente, arrivando con più facilità ai punti interessati.
In passato quindi erano tante le strade che riuscivano a collegare la capitale con il resto d’Italia e d’Europa e sebbene l’Impero romano sia caduto secoli fa, queste sono ancora presenti e percorribili.
Basta pensare ad esempio all’Aurelia, una strada che collega Cerveteri con la Toscana, giungendo fino a Pisa. Oppure alla Cassia, che partendo da Roma, arriva a Firenze. Quest’ultima però negli anni ha subito diverse modifiche a causa dell’impaludamento delle vie e della costruzione di grandi centri nel mezzo della strada.
Roma poi si collega con la riviera romagnola grazie alla Flaminia, che attraversando gli Appennini riesce a collegare i due mari Tirreno ed Adriatico.
Poi c’è la via del sale, l’attuale Salaria, che un tempo era percorsa esclusivamente dai mercanti di sale e che oggi è un ottimo collegamento sabino che giunge fino a Martinsicuro, in Abruzzo. Un’altra strada che si collega con questa regione è poi la Tiburtina che arriva a Tivoli e poi a Pescara.
Infine ci sono la Casilina e l’Appia, che si collegano alla Campania e Taranto.
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