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Collega Roma al confine umbro-marchigiano: la via Flaminia è la sesta uscita del Grande Raccordo Anulare. Cosa è possibile vedere decidendo di uscire allo svincolo 6 del GRA?

Antico percorso, in parte già esistente al tempo degli etruschi e per lo più fatto di tufo, furono i romani per primi a decidere di costruirvi, intorno al 220 a.c. e su richiesta del console Caio Flaminio, autore pure del circo Flaminio, una vera e propria strada di connessione, la via Flaminia. Una consolare che, tra le più importanti, era in grado di connettere Roma al resto dell’Italia settentrionale. Pensate che, un tempo, iniziava addirittura da Porta Flaminia (attuale porta di Piazza del Popolo); e, ancor prima, da Porta Fontinalis, nei pressi del Campidoglio! Tra i colli e il Tevere questa strada, insomma, attraversava la capitale, giungendo sino a Ponte Milvio e, come si è detto, ancor più in là, oltre le pendici del Monte Soratte. Laddove oggi sorge il caratteristico paesello di Sant’Oreste, noto per la cerimonia della montagna che s’infuoca e per il Bunker, visitabile, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, quindi agli anni del fascismo e del nazismo.
Entrando in suolo romano, attraverso la fede nuziale di Roma, il suo Raccordo Anulare, e decidendo di uscire sulla Flaminia, si può innanzitutto decidere di raggiungere il celebre “Ponte di Corso Francia”, ovvero Ponte Flaminio.

(Fonte: Wikipedia)
Opera dell’architetto Armando Brasini, autore pure della bellissima e “tondeggiante” chiesa di Piazza Euclide, Ponte Flaminio, interamente ricoperto di Travertino romano, fu il primo ponte monumentale sul Tevere, a nord di Roma. Sovrastando il villaggio olimpico, da qui, è infatti possibile raggiungere il quartiere di Tor di Quinto, dunque andare a visitare sia il suo splendido parco con il laghetto, sia tutta la zona di Ponte Milvio, ricca di storia (non solo quella dei lucchetti) e di locali. E che dire di una capatina nel quartiere dei Parioli, magari per visitare Villa Ada? O, di una passeggiata verso il celebre stadio romano, l’Olimpico?
Tutto questo è ciò che vi dovrete aspettare, se deciderete di svoltare alle sesta uscita del Raccordo, e non solo…

Molti ci passano, qualcuno si chiede persino cosa sono, ma pochi lo sanno, inoltre, nel tratto che connette Via Flaminia a Via di Tor di Quinto, al km 8,300, esiste un pezzo di storia davvero “a portata di strada” e visibile, almeno esternamente, comodamente dalla vostra automobile. Stiamo parlando del Monte delle Grotte, un vero e proprio sito archeologico, nelle vesti di uno sperone di tufo che contiene, appunto nelle sue grotte, o meglio cavità artificiali, antiche tombe rupestri probabilmente d’origine etrusca; poi riadattate, nel corso del tempo, a ricoveri o abitazioni di fortuna. Alla sua sommità fu persino rinvenuta, intorno al 1926, un’antica ed enorme Villa d’età tardo-repubblicana, con bellissimi pavimenti decorati con la tecnica dei mosaici.

(Fonte: vignaclarablog.it)
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