Federico Fellini, il regista visionario che ha ritratto l'Italia tra satira e malinconia | Roma.Com

Federico Fellini, il regista visionario che ha ritratto l’Italia tra satira e malinconia

L’influenza di Federico Fellini nel cinema italiano è incredibile, la sua regia ha raggiunto livelli osannati anche all’estero con film iconici che ancora oggi sono un esempio di ritratto sociale

Federico Fellini, il suo avvicinamento al mondo del cinema

Nato a Roma, Federico Fellini ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del cinema con 19 pellicole in cui ha ritratto l’Italia dagli anni ’50 alla fine degli ’80. Si definiva come un artigiano che non ha niente da dire ma che sa come dirlo e nei suoi film è presente una vena malinconica all’interno di una visione satirica e onirica delle vicende raccontate. Ha vinto ben quattro Oscar per il miglior film in lingua straniera su 12 candidature, curriculum che è valso per lui anche l’Oscar alla Carriera oltre a una Palma d’oro al prestigioso Festival di Cannes. Approda al cinema dopo un percorso da giornalista come disegnatore satirico e vignettista, come autore radiofonico e infine come sceneggiatore, per un progressivo avvicinamento alla macchina da presa come assistente al set di Paisà, tra i primi film del nascente Neorealismo e firmato Rossellini.

Federico Fellini e il sodalizio con Marcello Mastroianni

Tra i suoi film più iconici, 8 e mezzo, vede come protagonista Marcello Mastroianni nelle vesti di Guido Anselmi, un regista confuso alle prese con la sua prossima opera e una sorta di alter ego di Federico stesso. Nel cast anche un’ispirata Claudia Cardinale. Marcello è presente anche ne La dolce vita in cui è descritta la mondanità della Roma della fine degli anni ’50, il sesto film italiano più visto di sempre e fonte di ispirazione per molti registi successivi, del nostro Paese e non solo. La bellezza della Capitale in riprese memorabili per un film di oltre tre ore, tagliato più volte, e dal forte impatto emotivo.

Federico Fellini e la vita di provincia in Amarcord

Amarcord è ambientato invece in un piccolo borgo della riviera romagnola nei primi anni ’30 con il racconto dei valori e del quotidiano degli abitanti di provincia con una serie di personaggi iconici, dalla tabaccaia alla parrucchiera fino al matto e al motociclista.  Tutti loro interagiscono col folklore delle feste paesane, le adunate del sabato fascista, attendono al chiaro di luna il passaggio del transatlantico Rex e la famosa gara automobilistica delle Mille Miglia. Ma i veri protagonisti sono i sogni ad occhi aperti dei giovani del paese, presi da una prepotente esplosione sessuale.

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