Gabriele Mainetti, la romanità torna sul grande schermo | Roma.Com

Gabriele Mainetti, la romanità torna sul grande schermo

Gabriele Mainetti, regista romano classe 1976, compie oggi 45 anni. Conosciamo meglio l’ideatore de “Lo chiamavano Jeeg Robot”…

Gabriele Mainetti, gli esordi come attore

Ha esordito al cinema, come regista di lungometraggi, cinque anni fa. Gabriele Mainetti, romano de Roma, classe 1976 c’ha tenuti incollati allo schermo per 118 minuti, rivisitando a mestiere una serie manga, cult degli anni ’70: il celebre Jeeg Robot. Traslando le avventure di questo personaggio, poi, all’interno di Roma, ha amplificato con maestria buona parte di ciò che intendiamo con romanità. Ma chi è esattamente? E come è arrivato alla regia?


(Fonte: Taxidrivers.it)

Già dagli anni dell’università, il cinema interessa Mainetti, tanto da conseguire una laurea in Storia e Critica del Cinema presso l’Università degli Studi Roma Tre e frequentare, successivamente, vari corsi di regia, direzione della fotografia, produzione e sceneggiature alla Tisch School of the Arts di New York.  Tuttavia, sebbene il ruolo attuale, agli inizi è come attore che Gabriele prende contatto con l’ambiente cinematografico: protagonista di numerosi film, per il grande e il piccolo schermo.

 

L’approdo in regia e Freaks Out

La carriera come regista, infatti, pur essendo la sua più grande passione, comincerà a farsi largo, per lui, soltanto dal 2008, inizialmente con lavori di cortometraggio; poi, nel 2016, con la realizzazione de Lo chiamavano Jeeg Robot.
Oggi, Mainetti può considerarsi uno dei nomi più importanti del cinema italiano. E a confermarlo è pure il suo ultimo film, uscito nella sale qualche giorno fa, e abbracciato con clamore da tutti, intenditori o meno. Freaks Out è un capolavoro, per il pubblico, i cineasti e la maggior parte della critica. La dimostrazione che un cinema diverso non è solo possibile, ma auspicabile. La conferma che un po’ ci mancava: il buon cinema italiano non è morto, è più florido che mai. Ancora una volta, eccolo portare in scena un pezzo di Roma, all’interno di una cornice storica tutt’altro che semplice da trattare. Che lui padroneggia, invece, con la prospettiva di chi fa dei margini il centro, e viceversa.


(Fonte: Corriere)

Riconoscimenti a Gabriele Mainetti

Non sono un caso, infine, i premi che Mainetti ha portato a casa. Presentato in anteprima alla decima edizione della Festa del Cinema di Roma, e alla fiera del fumetto e dei Video Games del Lucca Comics & Games, Lo chiamavano Jeeg Robot si aggiudica 7 statuette, a fronte delle 16 nomination ai David di Donatello del 2016. Tra i riconoscimenti, spiccano senz’altro: quello come miglior produttore, come miglior regista esordiente e il Mercedes-Benz Future Awards.
Che dirgli, allora, se non buon compleanno e daje tutta?

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