Il culto di Luna, la dea delle stagioni e dell'invisibile | Roma.Com

Il culto di Luna, la dea delle stagioni e dell’invisibile

È una fedele compagna di vita e in alcuni casi può anche essere una musa speciale. Da sempre la luna svolge un ruolo importante nella vita dell’uomo, ma c’era un tempo in cui veniva addirittura venerata. Conoscevate il culto della dea Luna?

Una figura speciale per ogni uomo

Da sempre la luna occupa un ruolo speciale nella vita di ogni uomo. È un prezioso punto di riferimento per i marinai, in grado di condurre le navi nel cuore della notte. Per i poeti e i pittori è invece un’importante fonte di ispirazione. Per qualcun altro è semplicemente una cara amica con cui parlare.

Secoli fa la luna era addirittura considerata una figura divina. Aveva le sembianze della dea Lunae ed un enorme tempio sull’Aventino. Servio Tullio era molto devoto a questa dea e proprio per questo motivo le aveva fatto costruire un bellissimo tempio di cui però oggi resta un ricordo.

Pare infatti che sia stato distrutto durante il terribile incendio che era avvenuto durante l’impero di Nerone.

Anche sul Palatino si trovava un tempio in onore di Lunae. Era una dea davvero cara agli uomini che portava la luce durante i momenti di buio e regolava le stagioni. Sembra infatti che era proprio grazie alle luna di Lunae che un anno si poteva dividere nei momenti di semina e di raccolto dei campi.

La dea del raccolto e della morte

Tutti la rappresentavano come una bellissima donna, che portava in testa una falce con due corni rivolti verso l’alto. Questi rappresentavano le fasi della luna ed erano loro a suddividere le varie attività degli uomini in un anno solare.

La luna crescente indicava ad esempio che i romani potevano dedicarsi alle attività pesanti, mentre con la luna calante potevano invece occuparsi della semina nei campi. Erano dei momenti di attesa, durante i quali ci si preparava a raccogliere i frutti dei raccolti.

Aveva poi una seconda ed importante funzione ovvero quella di poter comunicare con i defunti. Era molto simile a Diana, la dea della caccia e del raccolto.

Anche lei aveva delle sembianze simili a Lunae. Veniva spesso raffigurata con una falce lunare ma portava nelle mani anche una cornucopia, che poteva essere piena oppure vuota a seconda delle fasi lunari.

Una lunga fiaccolata in onore di Lunae

Come ogni dio romano anche Lunae aveva la sua festa che si celebrava ogni 31 marzo. Era un momento davvero felice per i fedeli alla dea che portava la luce. In suo onore durante il giorno svolgevano una lunga processione e sacrificavano dei buoi, degli animali che per la dea erano sacri.

Anche durante la notte i pellegrini facevano una lunga processione in onore di Lunae. Sfilavano illuminati da delle grandi fiaccole ed una volta arrivati nel bosco delle sacerdotesse si dondolavano su delle alcune altalene per poter poi entrare in uno stato di estasi e potersi mettere in contatto con la dea.

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