Le messe di San Gregorio, la salvezza dei ritardatari | Roma.Com

Le messe di San Gregorio, la salvezza dei ritardatari

Un tempo erano un privilegio per i ritardatari che arrivavano nella Chiesa di San Gregorio. Oggi invece sono parte di un simpatico detto romano. Conoscete l’espressione “Sò finite le messe a San Gregorio”?

Una manna per i ritardatari

È un dialetto unico, ricco di sfumature che possono contenere diversi significati e che quindi possono generare tanta curiosità. È davvero difficile quindi non apprezzare il romanesco e i suoi tanti detti, che a volte possono essere molto particolari.

Tra questi c’è per esempio l’espressione “Sò finite le messe a San Gregorio”. Si tratta di un detto che nasce secoli fa proprio nella Chiesa di San Gregorio e che tradotto in italiano vorrebbe dire “è finita la pacchia”.

Nasce perché un tempo nella maestosa chiesa si celebrava la messa alle ore 13:00, per fare in modo che anche chi arrivava tardi alla funzione potesse parteciparvi. Era infatti una vera gioia per i ritardatari, ma anche per i pigroni che potevano approfittarne per riposare di più.

Oggi però non si celebra più la messa alle 13:00. Le messe a San Gregorio sono finite e di conseguenza anche la pacchia è terminata. Resta però l’espressione in ricordo di quei tempi ai quali chi arrivava in ritardo era particolarmente legato.

Una magnifica struttura

C’era un tempo in cui la Chiesa di San Gregorio che oggi conosciamo non era per nulla un edificio religioso. Era infatti una casa della nobile famiglia degli Anicii, alla quale apparteneva anche Gregorio, oggi conosciuto come Papa Gregorio Magno.

Dopo essersi convertito al cristianesimo Gregorio aveva fatto trasformare la casa di famiglia in un monastero e si era dedicato alla vita ecclesiastica. Era poi diventato lo storico Papa che tutti conosciamo.

Oggi quindi quella di San Gregorio è una chiesa maestosa, che si trova sul Celio e che riceve continuamente la visita di turisti e fedeli. Nei secoli ha subito molte trasformazioni, infatti dell’aspetto originario oggi resta davvero poco, come ad esempio il pavimento che appartiene al 1200.

Un altro elemento che ha resistito al tempo è poi una piccola cella, che secoli fa era il punto nel quale il Papa dormiva sdraiato su una piccola roccia.

Sono invece del 1600 l’enorme scalinata che permette di accedere alla chiesa e l’atrio. Oggi in questi sono raffigurati alcuni simboli della famiglia Borghese, che sono stati fatti realizzare dal cardinale Scipione Borghese.

Un Papa leggendario

È incredibile la storia di Papa Gregorio Magno, che da ricco come era aveva poi deciso di vivere nella totale povertà. Oggi è considerato uno dei Papi più importanti della storia, che nella vita è stato il protagonista di ben 2 miracoli leggendari.

Il primo è avvenuto ai piedi del Mausoleo di Adriano, che oggi è conosciuto come Castel Sant’Angelo. Le leggende raccontano che ai tempi della peste che aveva colpito Roma, il Papa aveva organizzato una grande processione per poterla fermare.

Curiosamente nel mezzo di questa lunga processione era apparso un angelo, che si era posato proprio sopra il Mausoleo, che oggi si chiama appunto Castel Sant’Angelo.

Un secondo miracolo è invece avvenuto proprio nella Chiesa di San Gregorio. In una delle sue cappelle esterne si trova un grande triclinio, nel quale il Papa durante il Giovedì santo serviva da mangiare a dodici poveri.

Un giorno però davanti a questo triclinio pare sia comparso ancora una volta un angelo, questa volta nelle vesti di un povero. È stato proprio in quel momento che il Papa ha scelto di sfamare durante il giovedì santo non più dodici persone, ma tredici.

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