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Sono gli ultimi giorni per andare a vedere la mostra gratuita di alcune opere di Salvador Dalì. Dove si trova? E cosa si può vedere?

(Fonte: arte.it)
Si chiama così la mostra romana alla Galleria della Arti di Roma in via Sabelli 2, dedicata a Salvador Dalì, e il titolo non è affatto casuale. Negli anni ’50, in occasione del 700° anniversario della nascita del poeta Dante Alighieri, infatti, il governo italiano commissionò a questo maestro spagnolo del Surrealismo l’illustrazione della Divina Commedia. L’artista realizzò uno dei capolavori più celebri del Novecento, in 102 acquerelli, esposti a Roma per la prima volta nel 1954.

(Fonte: artemagazine.it)
La collezione non mancò ovviamente di creare polemiche. Tanto che lo stesso Dalì fu costretto a ripresentarla al Musée Gallièra di Parigi. Dove, al contrario, riscosse un enorme successo e spinse Joseph Foret a trasformare quegli acquerelli in xilografie. Sotto la supervisione del pittore, allora, i dipinti vennero convertiti in matrici di stampa, su 3500 blocchi di legno intagliati a mano, su cui furono impressi i 35 colori di ogni tavola. In questo modo, non solo fu più semplice sovrapporre le sfumature cromatiche, ma si riuscì a dar vita ad altre opere.
Negli spazi della Galleria delle Arti, storico ritrovo culturale del quartiere San Lorenzo, ciò che potete vedere sono quindi 34 xilografie che raccontano il viaggio iconografico che Dante Alighieri fece, accompagnato da Virgilio, nell’Inferno, prima di giungere in Purgatorio e in Paradiso.

(Fonte: artemagazine.it)
L’allestimento rispecchia in ogni dettaglio quello voluto all’epoca da Dalì. Non c’è ordine sequenziale nell’esposizione dei canti, come nell’opera originale, ma durante il percorso potete seguire il filo narrativo che ne fa il Surrealista. In ogni xilografia è illustrato un verso o la terzina di un canto, le cui parole sono riportate in una didascalia a fianco alle tavole. Si tratterà di un cammino visivo che vi condurrà fin dentro l’opera del grande poeta fiorentino, grazie ai colori suggestivi e alle atmosferiche oniriche di Dalì.
Curioso è un commento che Salvador Dalì fece a proposito del suo lavoro magistrale sulla Divina Commedia. Disse, infatti: «Ho voluto che le mie illustrazioni per Dante fossero come delle lievi impronte di umidità su un formaggio divino, di qui il loro aspetto variopinto ad ali di farfalla». Un immaginario che non farete fatica a ritrovare all’interno della mostra.

(Fonte: Flickr)
L’evento rientra infine nell’ambito delle Celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, ed è realizzato in collaborazione con FIUS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori, Dante 2021 – Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni e FEDERINTERMEDIA.
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