Tanti auguri a Pier Paolo Pasolini, la voce dell'arte fuori dal coro | Roma.Com

Tanti auguri a Pier Paolo Pasolini, la voce dell’arte fuori dal coro

Oggi avrebbe spento ben 100 candeline Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi artisti del dopoguerra che ha lasciato il segno nel mondo del cinema e della scrittura. Avete letto i suoi libri e visto i suoi film? Quali preferite?

Una voce fuori dal coro

È stato uno dei più grandi artisti del dopoguerra ed oggi avrebbe spento ben 100 candeline. Pier Paolo Pasolini è stato probabilmente uno degli autori e dei registi più geniali del 1950, che ha saputo descrivere al meglio la società del secondo dopoguerra, con tutte le sue sfaccettature.

Era quindi un artista complicato ed una persona che la maggior parte delle volte andava controcorrente rispetto ai suoi contemporanei. Anche per questo motivo infatti attirava spesso l’attenzione della critica. Le sue opere poi hanno subito diverse accuse, sono state denunciate più volte e sono state anche processate. Insomma Pasolini non ha avuto per niente una vita semplice, ma tutto sommato è riuscito a ritagliarsi un posto tra i maestri della letteratura.

Le sue passioni più grandi erano il cinema e la scrittura, due arti tanto diverse quanto simili tra loro che avevano però regalato a Pasolini tanti premi. Tra questi ci sono state anche alcune vittorie al Festival di Cannes e di Berlino, in qualità di miglior regista.

I racconti delle borgate

Per diversi anni Pier Paolo Pasolini ha vissuto nella Capitale, una città che ha cercato di raccontare attraverso i libri. Le sue opere principali sono infatti ambientate nelle borgate di Roma, delle zone nelle quali la vita non è per nulla semplice. Sono quartieri poveri, nei quali soprattutto i ragazzi sono costretti a crescere in fretta per battersi con le ingiustizie della vita.

I personaggi dei suoi romanzi ed in modo particolare il giovane Riccetto in “Ragazzi di vita”, vivono un’infanzia triste e perdono subito l’innocenza. Crescono in modo violento ma nonostante tutto continuano a conservare un minimo della tenerezza che hanno perso.

Pasolini ha infatti un rapporto contrastante con Roma e la definisce come una città tanto stupenda quanto misera. È una metropoli meravigliosa per la bellezza secolare che custodisce. Al tempo stesso però è una città abitata da gente distrutta dal tempo e della guerra, e per questo motivo è considerata misera.

Anche i film raccontano di Roma e la mostrano come una città affascinante ma misera. Per rappresentarla al meglio infatti veniva scelta la gente comune e non degli attori professionisti. Si selezionavano delle persone che vivevano davvero la Capitale. Solo in alcuni casi nel cast sono stati inseriti degli attori di fama, come ad esempio Anna Magnani nel film “Mamma Roma”. Nonostante tutto però il pubblico notava troppo la differenza tra l’attrice ed il resto del cast e per questo motivo aveva criticato molto il film.

Il narratore degli ultimi

Pier Paolo Pasolini era quindi lo scrittore degli ultimi, che cercava di rappresentare le classi più basse della società attraverso le sue opere. A differenza dei suoi contemporanei però Pasolini non cercava di mostrare i valori positivi degli ultimi. Voleva rappresentare le cose senza un filtro, senza mascherare la realtà ed anche per questo motivo si allontanava dal pensiero degli altri.

Tuttavia si avvicinava molto a quelli che venivano considerati i poeti e gli scrittori civili, che si battevano per affrontare i problemi della società proponendo delle soluzioni. Lo faceva però in uno stile tutto suo, in un modo tanto crudo quanto unico.

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