Tanti auguri a Lucio Dalla, lo sperimentatore della musica italiana | Roma.Com

Tanti auguri a Lucio Dalla, lo sperimentatore della musica italiana

Avrebbe spento ben 79 candeline Lucio Dalla, un artista eccezionale e un grande sperimentatore che amava giocare con i suoni e le parole mentre creava musica. Vi ricordate le sue canzoni? Quali sono le vostre preferite?

Un successo mondiale

Oggi avrebbe compito ben 79 anni, eppure Lucio Dalla si è spento in un modo del tutto inaspettato esattamente 10 anni fa ed ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della musica.

Difficilmente oggi troveremo qualcuno in grado di fare musica come sapeva fare lui. Lucio Dalla era un artista straordinario, in grado d’incantare tutti con i suoi strumenti e le sue parole.

Il suo amore per la musica era davvero grande ed era nato intorno al 1950, l’anno in cui Lucio Dalla aveva ricevuto la sua prima fisarmonica. Lo strumento che preferiva era però il clarinetto, che l’artista aveva imparato a suonare da autodidatta all’età di soli 10 anni. Aveva un talento pazzesco, che lo aveva portato a suonare con alcune band jazz in Emilia e qualche anno dopo anche a Roma.

Proprio nella Capitale aveva poi iniziato la carriera di solista, ma non era molto apprezzato all’epoca. Il mondo non era ancora pronto ad ascoltare la sua musica, ma lo sarebbe stato molto presto. Il primo grande successo di Lucio Dalla arriva infatti nel 1971, con “4/03/1943”, un brano che assicura al cantante una fama colossale.

Negli anni poi Lucio Dalla diventa uno degli artisti più apprezzati in Italia. I suoi singoli scalano le classifiche musicali e l’artista inizia a farsi conoscere in tutto il mondo, perfino a New York, grazie anche al brano “Caruso” dal successo mondiale.

Tuttavia l’amore per la sperimentazione non si ferma e Lucio Dalla continua negli anni a giocare con la musica, cercando d’inserire la lirica e il pop nel suo repertorio. Era davvero una mente geniale, fuori dal comune di cui oggi si sente una grande mancanza.

Un uomo di mondo con Roma nel cuore

Negli anni Lucio Dalla ha viaggiato per tutto il mondo, ma ha lasciato però il proprio cuore in Italia e soprattutto a Bologna, a Napoli e a Roma. È sempre rimasto affascinato da queste tre città così diverse tra loro, nelle quali però ha trascorso gli anni più importanti della sua vita.

Lucio Dalla è infatti nato a Bologna, città nella quale ha poi dedicato molte canzoni, tra cui la famosa “Piazza Grande”.

A Napoli invece per puro caso, Lucio Dalla ha scritto il capolavoro mondiale “Caruso”. La barca con cui viaggiava si era rotta ed era stato costretto a fermarsi a Sorrento. In attesa delle riparazioni si era fermato nella stanza di albergo in cui aveva soggiornato anche Caruso. Aveva suonato il suo pianoforte e aveva scritto quella canzone che oggi è uno dei capisaldi della musica.

A Roma aveva invece vissuto i momenti più belli, quelli dell’estate romana degli anni ’80. L’Italia era appena uscita dal periodo degli anni di piombo, che Lucio Dalla aveva voluto raccontare in “L’anno che verrà”. Era quindi tornata la serenità nella Capitale ma soprattutto nel quartiere Trastevere, dove si concentra ancora oggi la vita romana. Lucio Dalla ha vissuto per alcuni anni proprio in quella zona e le aveva voluto dedicare una delle sua canzoni più belle “La sera dei miracoli”.

Trastevere si era trasformato in un luogo magico, dove c’era l’allegria, la musica e la movida. L’artista ne era rimasto particolarmente affascinato per questo motivo aveva voluto dedicarle una canzone, che aveva scritto al pianoforte, dopo aver passato una bella serata.

Uno sperimentatore anticonformista

Lucio Dalla è stato quindi un artista straordinario, che ha lasciato un importante segno nel mondo della musica. È stato un cantautore unico, che ha iniziato la sua carriera con il jazz e l’ha terminata poi con la lirica. Oggi viene poi considerato come il maestro italiano della musica soul, ma soprattutto un artista anticonformista, in grado di trasformare qualsiasi cosa in una poesia, persino un atto d’amore carnale come in “Futura” o il racconto della guerra come in “4/03/1943”. Difficilmente oggi riusciremo a trovare qualcuno come lui.

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