“Chi nun risica nun rosica”: il detto perfetto per gli audaci
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È un’espressione che appartiene al dialetto romanesco, ma viene usata in tutta Italia, tanto che oggi è conosciuta a livello nazionale. Sapevate però come è nata la parola “caciara”?

Non è facile conoscere tutte le espressioni del dialetto romanesco, anzi, probabilmente questo è qualcosa d’impossibile. Ci sono alcuni vocaboli che sono così poco comuni perfino all’interno delle mura della città, che a volte anche un vero romano fa fatica a saperli.
Altre parole sono invece note anche a livello nazionale e vengono pronunciate da tutti con così tanta naturalezza, che in poco tempo sono diventate di uso comune. C’è addirittura chi pensa appartengano all’italiano corretto, quando invece sono parte del dialetto di Roma.
Tra queste c’è senza dubbio la “caciara“, una parola che solitamente si utilizza per indicare una certa confusione. Ma non deve essere per forza intesa come caos. Anche una persona che non riesce a spiegarsi con le parole è in grado di fare “caciara”, o meglio, a “buttarla in caciara” perchè crea confusione all’interno di un determinato discorso. È quindi un termine quindi molto generico che può essere usato in più contesti.

A Roma quest’espressione viene usata come esclamazione nel momento in cui si presenta una situazione che potrebbe generare della confusione, ma soprattutto del rumore. Solitamente infatti si crea la “caciara” nel momento in cui il volume di un qualcosa è troppo alto, quando più persone iniziano a parlarsi sopra, o ancora quando ci si trova in mezzo a una folla caotica.
Quest’ultimo tipo di caos, ovvero quello generato da una folla, a Roma viene anche chiamato “pipinara“. Un tempo veniva usato per indicare un gruppo di bambini pestiferi, ma poi con il tempo il significato si è esteso a un generico ma comunque rumoroso gruppo di persone.

Non è del tutto chiaro il periodo esatto in cui il termine “caciara” ha avuto origine. Sicuramente però è stato coniato molto tempo fa, nei tempi in cui i pastori dell’Appennino lasciavano i loro formaggi a stagionare all’interno delle caciare. Queste non sono altro che delle strutture in pietra, molto semplici da costruire, nelle quali i pastori riponevano i loro attrezzi, o semplicemente lasciavano riposare il formaggio. A volte venivano anche usate come rifugio dal maltempo. Avevano quindi molte funzioni.
È proprio da questa parola che deriva la “caciara”, che alla fine in origine non era altro che un continuo litigare tra i pastori, che nascevano nel momento in cui qualcuno rubava l’attrezzo dell’altro oppure il formaggio. In quest’ultimo caso si faceva una gran caciara.

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