"La Roma della Repubblica", un emozionante salto nel tempo | Roma.Com

“La Roma della Repubblica”, un emozionante salto nel tempo

È un viaggio nella storia dell’antica Roma e uno straordinario percorso che espone delle opere che nessuno hai mai visto prima d’ora. Dei tesori secolari che in queste settimane vengono mostrati in uno dei Musei Capitolini.

Un viaggio nella storia

È una mostra particolarmente affascinante quella che in questi giorni prende vita nel cuore dei Musei Capitolini di Roma. Un percorso che permette a chiunque lo visita di fare un salto nell’antica Roma e di viaggiare a cavallo dei secoli per scoprire come è diventata un impero.

Sarà disponibile fino al 24 settembre al Palazzo Caffarelli, ma al suo interno non verranno esposti degli oggetti qualunque, ma qualcosa che nessuno ha visto finora. Dei frammenti di statue ed edifici che come dei puzzle sono stati riuniti tra loro e riportati al lavoro stato originario.

Degli oggetti mai visti prima

“La Roma della Repubblica” non è infatti una mostra qualsiasi, ma un percorso che mostra degli oggetti al loro stato originario.

Sono più di 1800 e ognuno di questi è stato identificato, studiato e lavorato a lungo fino a tornare al suo stato originale. Tutto questo grazie alla stampante in 3D e alla tecnologia in sé, che hanno provveduto ad assemblare i pezzi tra loro e a ricostruire quelli mancanti.

Chi visita la mostra si trova quindi davanti a qualcosa di straordinario. Statue, oggetti e palazzi che in qualche modo sono stati riportati in vita e che garantiscono al visitatore di fare quindi un vero viaggio nel tempo.

Nel cuore di Palazzo Caffarelli

Tutto questo è disponibile nelle sale del Palazzo Caffarelli, un edificio che appartiene ai Musei Capitolini, che a oggi sono alcuni dei più bei scrigni di tesori dell’arte antica.

Chiaramente a guidare il visitatore all’interno del percorso, ci sono anche diversi contenuti multimediali, che sono disponibili dal mese di aprile e che saranno disponibili per tutto il periodo della mostra. Spiegheranno al meglio come sono stati lavorati gli oggetti e i secoli a cui appartengono.

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